Soliloquio in compagnia

Una delle cose che succede quando scrivi sulla tua vita è che educhi te stesso. Andy Warhol

I’ll pick a star from the sky…

Pelle chiara, eterea e pelle rosa, troppo rosa. Li avevate impressi nella  carnagione i segni della vostra  sofferenza. Gli occhi chiusi, i corpi stanchi, ranicchiati, pesanti eppur così leggeri, troppo leggeri per resistere. Quella vita l’avevate desiderata, ma vi è scivolata via dalle mani, troppo deboli, troppo piccole e inesperte per graffiare e strappare con forza il diritto alla vostra esistenza.

Una notte, due nomi, due orari: 0.05 e 0.20.  Tutto il resto è velato di grigio, di gente che sussurra, di destini che si incrociano, di porte che si chiudono, di frasi rotte dal pianto, di braccia che vorrebbero accogliere e stringere, di seni mortificati, di mani che accarezzano corpi appiccicosi, di fragilità,…

piuma

Segue il SILENZIO, che non tace mai, che ride, che si prende gioco di me. Un grido: il mio, lungo un anno e queste  parole, mai tanto piene di significato come adesso:

“Prenderò una stella dal cielo,
Estrarrò il Vostro nome da un cappello
Ve lo prometto, Ve lo prometto,
Vi prometto che sarete benedette

Difficile scrivere stasera…

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