Soliloquio in compagnia

Una delle cose che succede quando scrivi sulla tua vita è che educhi te stesso. Andy Warhol

L’illusione del Destino

Credo alle mie corse in bicicletta, al tuo sorpassarmi, al mio arrivare affannata, al tuo aspettarmi. Credo in quello sguardo che ci scambiavamo attraverso lo spazio aperto del soppalco, che dava sul corridoio d’ingresso. Credo che fosse per me quel tuo girarti, appena arrivavo sul pianerottolo. Credo alla tua mano passata tra i tuoi capelli. Credo a quella schiacciata, che ti ha fatto cadere sulla schiena, al tuo fingere di averti colpito a morte, alle mie scuse, al tuo sorriso mentre ti alzavi, alle nostre risate, alla mia anima, che avrebbe voluto passare oltre la rete, chiederti come stavi, guardarti direttamente negli occhi. Credo al nostro incrociarci casualmente, alla tua bici viola e arancio, ai tuoi salti sul campo di basket. Credo a quell’estate calda e torrida, ai fuochi d’artificio, dedicati a te, al tuo ricordo, alla tua futura assenza, alla mia partenza, alla mia persona presto dimenticata.

Credo a quella nostalgia, che mi faceva stringere il cuore, guardando fuori dalla finestra. Credo alle lacrime, a quella strana sensazione, alla speranza di vederti per strada tra la gente, negli occhi di qualche passante. Credo all’illusione che saresti venuto a cercarmi, all’arrivo di una lettera, allo squillo del telefono che avrebbe risposto col tuo nome. Credo all’amarezza della lontananza. Credo ai “forse” e ai “ma”, ai “se fosse stato”, a tutte le attenuanti, che, con grande abilità, ho saputo concedermi.

Credo ad un buon motivo, per cui io andavo via e tu rimanevi qui e, a uno altrettanto valido, per il quale io torno e tu sei andato lontano. Credo alle pagine della nostra vita con i fogli scritti, strappati e rifatti con caratteri disuguali, con strofe andate a capo, in tempi diversi.

Credo alle tue sigarette fumate, ai drink sorseggiati, al tuo ateismo, al mio disgusto verso il fumo, al mio astemismo, al Dio, a cui continuo ad aggrapparmi. Credo a un segreto, forse a tanti segreti, che hai deciso di non rivelarmi mai, alle cose omesse, a quelle dette solo in parte.

Credo a quella strada, che più che portare a una destinazione, compie un destino, quello con cui ho tanti conti in sospeso… E credo alle spiegazioni, alle scuse o alla scusa di questo destino, che  mi ha dato gli alibi giusti per poter continuare a respirare, ad andare avanti, a farmene una ragione, a vivere senza te e oltre te.

Ma credo, ancora più forte che mai, alla sua imprevedibilità, alla sua voglia di stupire, al suo rimanere a giocare fino a quando non perdi le speranze, alla sua azione improvvisa, come quella di un gatto che balza sulla preda. Credo ancora alle sorprese, che qualcuno chiama illusioni. Credo che il cerchio si chiuda, che tutto si possa compiere, che nulla possa rimanere incompiuto perchè , come in una favola o in un film…le storie incompiute non fanno per me.

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Un pensiero su “L’illusione del Destino

  1. daru84 in ha detto:

    “Credo alle pagine della nostra vita con i fogli scritti, strappati e rifatti con caratteri disuguali, con strofe andate a capo, in tempi diversi.”

    Ogni tanto penso alla mia vita fra molti anni, e so che allora saprò con certezza che avrei dovuto, adesso, just go for it. For anything I have really wanted, or anything I may hope to still be able to find out there.
    Hope is always there, and you know it. Inoltre, tu hai un Dio a cui appellarti.

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