Soliloquio in compagnia

Una delle cose che succede quando scrivi sulla tua vita è che educhi te stesso. Andy Warhol

Girando intorno al tavolo all’ora del thè…

E ci si rifugia…

Così all’improvviso, si cammina per la strada e si sente il desiderio di rifugiarsi da qualche parte, di sparire per un attimo. Si cerca un antro in cui poter respirare prima di riprendere il cammino.

Oggi sono venuta da voi. Anche questo è rifugiarsi, anche se solo per pochi minuti.

Mi siedo lì e inizio a chiacchierare a ruota libera, senza un ordine d’idee ben preciso. Mentalmente, vi racconto tutta la mia giornata, i miei progetti. Sono lì, che aspetto che si materializzi una sedia, un tavolo e delle tazzine da thè. Il nostro pomeriggio potrebbe rivelarsi molto divertente, se prendessimo in giro la sonnolenza del ghiro, gli occhi strabici della  Lepre Marzolina e convincessimo il Cappellaio Matto a raccontarci i suoi aneddoti. Potremmo, persino, convincerci di cambiare lo scorrere del tempo girando in senso antiorario intorno al tavolo. Magari potessimo farlo, magari potessi farlo…

Girerei così vorticosamente da far girare la testa al mondo. Gli farei credere che il dolore è solo un’illusione, un inganno  che non esiste e così lui riuscirebbe a liberarsene, scollandoselo semplicemente di dosso. Lo convincerei che le persone non devono necessariamente sgomitare per arrivare da qualche parte. Lo persuaderei che tutti dovrebbero avere le stesse possibilità di sopravvivenza in questa grande nave a remi, che ogni tanto può essere lasciata andare sotto la sola azione del vento. Lo ingannerei, gli direi che voi state vivendo una vita bellissima, che state correndo al sole, con i piedi nudi sull’erba e che raccogliete margherite. Gli direi che state bene e che dunque c’è aria nei vostri polmoni, sangue nelle vostre vene, risate nel cuore, bontà nei vostri occhi e che non c’è possibilità di pensare il contrario, di cambiare le cose. Gli direi, stavolta con un tono più convincente, che se le persone spariscono, come lo stregatto,  è solo per ricomparire, subito dopo, con un sorriso ancora più smagliante…

Sono qui adesso, il tavolo è sparito, così come le sedie e le tazze da thè. Sono ancora inginocchiata, ma tutto lo scenario è cambiato e intorno a me è rimasta solo la nuda pietra, qualche fiore che fatica a risplendere, il silenzio, la rumorosa ghiaia sotto i miei piedi… e l’eco lontano di un festeggiamento, come di un pesante fardello: un buon non compleanno a voi…

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6 pensieri su “Girando intorno al tavolo all’ora del thè…

  1. daru84 in ha detto:

    Mi è piaciuto partecipare a questa riunione davanti a una tazza di thè. Ho bevuto molto thè in questi giorni, un thè difficile, straniero, ostico, ma che mi ha dato nuove nuove visuali su di me. Qui invece è molto più confortevole, perchè più autentico. Si parla di cose vere ed essenziali, mentre il mondo – mi sembra tristemente di notare – si affanna fra quelle inessenziali, superflue, inutili, fingendo a se stesso che siano importanti. A volte me ne stanco così tanto.
    Questo per dire che è bello leggerti e sono così COSì contenta di averti fatto un regalo invitandoti qui a scrivere. Vedo, anzi LEGGO, che ti fa benissimo essere qui, che ti libera dalle angosce. E che le tue parole crescono con amore e coraggio. Ti abbraccio e ci…rileggiamo presto!

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    • …. Piango per le tue confortevoli parole… avere la tua approvazione su quello che scrivo col cuore per me è più che importante. Non potevi farmi regalo migliore… qui sono veramente libera, me stessa, vera e qui riesco a svuotarmi in maniera positiva. Mi sei mancata 🙂

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  2. Quale atteggiamento assumere di fronte alla vita, mentre fuggiamo via, ci arrampichiamo tra le parole e i gesti cadono pesante mente giù in una risacca senza rumore; forse lo sguardo offuscato da mille illusioni, non sà più cogliere la vera essenza di quello che ci circonda e che rifrange all’infinito la scarsa nozione che abbiamo di noi stessi. Allora meglio tacere per non privarsi del gusto del silenzio o delle allegorie delle emozioni che filtrando attraverso anni di cenere, l’asceranno nell’aria un vago ricordo dei nostri ricordi annichiliti su quel che resta dell’anima… … …mia.

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    • Molto denso il tuo pensiero. Il mio è un perpetuo arrampicarmi tra le parole, in una ricerca affannosa del senso, di alcuni “perchè”, che ci pone davanti la vita. Sono piena di parole dentro, nel cuore, nell’anima., parole che hanno bisogno di essere liberate, scrivendo. Fuori invece è tutta un’altra cosa.
      Grazie di essere passato/a. 🙂

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  3. Vieni e non avere fretta… Ti stavo aspettando, insieme a tutti i nostri sogni.
    L’ansia che ci prende, di questa vita, che gira come una trottola , lasciandoci a volte malinconie e affanni. Ma oggi non ci pensiamo, e passami per favore un’altra tazza
    del Tuo amabile Tè.
    Ringraziandoti ti lascio ad una felice sera
    Con simpatia
    Gina

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