Soliloquio in compagnia

Una delle cose che succede quando scrivi sulla tua vita è che educhi te stesso. Andy Warhol

in un millimetrocubodimiocardio

Ho paura del suono delle frasi, del rumore della pioggia, che mi scava dentro, del sole che riscalda i miei gelidi fantasmi.  Ho paura dei libri intrisi di sangue, della violenza della televisione, della faziosità dei telegiornali. Ho paura delle leggerezze e delle citazioni impegnate, di Dickens, Joyce, Emily Brontë, del pavoneggiamento con lingue straniere e  dell’utilizzo di termini ricercati. Ho paura del cinema d’autore, quello vero, con attori eccellenti che tutti nominano come se fossero i vicini di pianerottolo e io, di loro, non ricordo neanche il nome. Ho paura delle parentele che intercorrevano tra Paperoga e Paperon de’ Paperoni e della ragione per cui Qui, Quo e Qua stavano sempre da Paperino senza la rispettiva madre. Ho paura dei sogni irrealizzati, degli incubi concretizzati, delle copertine di Dilan Dog, delle sue pagine in bianco e nero, delle sue storie irrisolte, come le mie. Ho paura  dei gruppi musicali alternativi, del jazz con le sue improvvisazioni, lo swing e le sue malinconie, del punk e del rock, della voce strillata all’orecchio per il dirompente rullare delle batterie, delle magliette metal, che assatanate si appiccicano ai corpi sudati. Ho paura dei viaggi fisici, mentali, il pensare la vita solo come una ritmata serie di date. Ho paura della noia, degli sbagli, dell’incapacità di sostenere conversazioni impegnate, della mia banalità, delle cose che ignoro, degli argomenti non trattati, delle frasi non pronunciate e di quelle non ascoltate, della mia costante dipendenza verso persone che innalzo su alti piedistalli, della mia inarrestabile ricerca, della paura di guardarmi dentro, del furto delle tue parole per farle mie…………………….di questo sentimento che mi pulsa nelle vene, in un millimetrocubodimiocardio e che vorrebbe esplodere.

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3 pensieri su “in un millimetrocubodimiocardio

  1. Pingback: in un millimetrocubodimiocardio « Soliloquio in compagnia

  2. Ho paura di lasciare un commento…
    Perchè hai paura di tutto ciò che a me piace, a parte le banalità dei media, adoro la pioggia accompagnata da un filo di Buon Jazz e un libro della Yoursenar da sfogliare…
    La noia, le frasi, i viaggi così come le tue ricerche, prima o poi, ti porteranno inevitabilmente a scontrarti con il tuo istinto di sopravvivenza, sarà una bella lotta, soprattutto se continuerai a produrre questi milimetricubicidimiocardio…

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    • Sono contenta invece che tu non abbia avuto paura di commentare. 🙂
      Ho paura di queste cose perchè alcune non le conosco affatto, perciò mi ricordano la mia ignoranza, alcune le conosco fin troppo bene e mi riportano al passato o ad alcuni suoi momenti. Molte di queste cose le adoro come te e nello stesso tempo mi creano inquietudine mettendomi di fronte alla mia incapacità di darmi un limite, un freno prima di farmi del male.

      Grazie.

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