Soliloquio in compagnia

Una delle cose che succede quando scrivi sulla tua vita è che educhi te stesso. Andy Warhol

Destinatario sconosciuto

Strano… Oggi aspetto… in un modo diverso dal solito perchè, a dirla tutta, anche ieri ho aspettato e il giorno prima e quello prima ancora! Ma oggi l’attesa è più frenetica.

Mi aspetto lettere  intense, rivelatorie, sconvolgenti, lettere scritte in modo accurato, che risentono a tratti dell’emozione o del fervore  del racconto, compilate con penne consumate e con cambi repentini di colore.

Aspetto lettere macchiate da sgocciolanti tazze di caffè, con quel bell’anello di marrone intenso che sfuma al nocciola, create in date diverse, con i ripensamenti, con le convinzioni che quello rivelato qualche tempo prima fosse tutto sbagliato e subito dopo invece fosse la cosa più giusta mai scritta.

Aspetto lettere con parole cancellate, sottolineate e vissute, quelle con i punti esclamativi, che affermano le idee e i pensieri e quelle traboccanti di punti interrogativi, che dimostrano interesse, premura, curiosità.

Aspetto i fogli con i bordi bruciati, che rendono più solenne il contenuto, come facevamo una volta quando simulavamo la carta pergamena consumata dal tempo, aspetto il racconto delle storie, degli avvenimenti importanti e di quelli più banali, la ricerca di un consiglio, la custodia della fiducia . Aspetto che le buste siano arricchite da francobolli che parlino dei luoghi del mondo, dei ricordi, dei diversi fusi orari.

……………………………………………………………………………………………….

No! Non è un’attesa di ricevere. E’ l’attesa del dare.

Le lettere, le mie, sono madide di speranza.

Aspetto di spedire queste lettere. Ci scriverò sopra indirizzi casuali, trovati nelle rubriche abbandonate dei vecchi bar. Qualcuno inaspettatamente le riceverà, le aprirà e inizierà a leggerle. Qualcuno mi prenderà per matta, altri, non riconoscendo il mittente, le getteranno senza aprirle, altri si siederanno e inizieranno ad ascoltare e a conoscere questa sconosciuta.

Potrei imbucarle nelle cassette postali delle vie del paese, quelle personali con su scritto “no pubblicità” , oppure farle scivolare sotto le porte dei locali commerciali. Qualcuno si commuoverà, ad altri faranno compagnia, gratuitamente e solo per una piccola briciola di tempo.

Potrei ancora metterle sotto gli zerbini delle villette di campagna, nascoste nei portaombrelli. Qualcuno odierà le mie storie, altri le riterranno inutili, qualcuno crederà ad una nuova invenzione pubblicitaria, altri si fermeranno, altri ancora ci ricameranno sopra, alcuni  accartocciandole, faranno risplendere i vetri delle loro finestre.

Per qualcuno sarà invece un motivo di attesa per il giorno che verrà, anche se quel qualcuno, forse, non sarà mai il giusto destinatario.

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2 pensieri su “Destinatario sconosciuto

  1. Pingback: Destinatario sconosciuto « Soliloquio in compagnia

  2. E chi può dirlo chi sia il giusto destinatario!?
    Ciò che scrivi non ha altri destinatari se non tu stessa, ti leggi dentro senza nessun pudore reverenziale e lasci che qualche passeggero solitario conservi questi piccoli pezzetti di carta…io lo sto facendo!

    Mi piace

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