Soliloquio in compagnia

Una delle cose che succede quando scrivi sulla tua vita è che educhi te stesso. Andy Warhol

Del rumore delle arance che cadono…

Mi ritrovo le ultime arance di stagione da dover consumare. Ne prendo una e inizio a tagliarne la parte superiore. La lama affonda facilmente nella buccia e ne preleva un piccolo pezzo. Faccio rotolare il frutto tra la mano e il tagliere. Mi fermo lì sbalordita, imbambolata…

In quel momento la mia mente si catapulta nel 1990…

… le tavole sono imbandite con babbi Natale, che si arrampicano su fili dorati pendenti da stelle a 5 punte, stampati su tovaglie che li avvolgono e che profumano ancora di bucato e dell’appretto, tanto caro alla nonna. I bambini fanno le prove generali per recitare le poesie, scritte in bella copia su carta da lettere, nascoste tra il piatto fondo e quello piano dei rispettivi padri, con tanto di buoni propositi prima dell’arrivo dei doni. Le mamme indaffarate fanno su e giù tra la cucina e il salone. Questa stanza, in occasioni così sembra molto più ridimensionata del solito, quasi che stia per scoppiare nell’intasamento generale tra le due cristalliere, i tre tavoli disposti a ferro di cavallo, il mobiletto della televisione a tubo catodico e quello per il veliero fatto con gli stuzzicadenti, nonché del tavolo con il pendente albero illuminato. Il  tutto è circondato da bambini agitati, che nel frattempo hanno già dimenticato i buoni propositi, adolescenti in piedi che si scambiano opinioni e uomini che, seduti, aspettano le portate. C’è tantissima confusione, cicaleccio, frenesia, ognuno per sentire l’altro si dondola, come in una danza, avanti e indietro, porgendo l’orecchio al suo interlocutore e risponde alzando il tono di voce. Ma all’ingresso delle indaffarate cuoche, il vociare lascia spazio al rumore delle sedie che si ricompongono sotto il tavolo, i bambini prendono il loro posto, la cena è pronta e si dà vita al rito. Le luci si spengono e vengono accese innumerevoli candele in tutti i tavoli, il silenzio regna sovrano, rotto solo dalla voce dei piccoli che, cantilenando, ora recitano le loro strofe…, applausi, si inizia! Le portate sono in tavola, si riprendono le parole tralasciate, le risate, le battute, i brindisi. A metà serata qualche zio si allontana di soppiatto e io mi ritrovo, come al solito, a fare opera di distrazione per i cugini più piccoli. Dopo un po’ compaiono uno strano Babbo Natale a braccetto con una più stralunata Befana, che non si sa perché, arriva ogni anno in anticipo rispetto alla tabella di marcia ufficiale ed è sempre più orripilante: storti foulard coprono precoci calvizie, compensate da accenni di barbe e baffi e da un ricco manto di peli che sbuca dalle maglie allargate delle calze a rete.

Finita la distribuzione dei doni, il nonno sparisce e va nello sgabuzzino, una piccola stanza delle meraviglie in cui riesce a farci stare di tutto. Prende tre grandi scatoloni ricolmi di arance, mandarini, noci, mandorle, pistacchi e li trascina a fatica fino alla sala da pranzo. Qualche arancia già inizia, impaziente, a disseminarsi sul pavimento del corridoio. Lo zio Giuseppe si china e aiuta il nonno a portare il peso fino ai tavoli. Con gran meraviglia di tutti, i tre scatoloni vengono rovesciati, uno dopo l’altro, sui tavoli, provocando il rotolamento irrefrenabile delle arance che, se non fermate, cadono a terra, insieme alle noci e finiscono sotto i mobili e le gambe dei commensali. La gioia pervade la stanza che si riempie di grida, di “prendile prendile!”, di “nonnaaa!!! alza il piede!”, “zia… ahi! stai attenta alle mie dita!”, “chi mi sbuccia un’arancia?”, “zioooo mi schiacci le noci?”…”Evviva! Evviva!”

2012…

…la mia mente ritorna alla realtà, le luci non sono più quelle delle candele, ma del sole che penetra attraverso le tende di organza. Le voci si allontanano un po’ alla volta, diventano un’eco, finché non spariscono del tutto. Mi risveglio da quel tuffo nel passato e riguardo l’arancia tra le mani.

Quando la parte terminale tagliata si presenta ai miei occhi, noto che il coltello ha lasciato inciso, inconsapevolmente, la forma nitida di un cuore che, neanche se avessi preso le misure, risulta perfetta…

…e la tua magia, nonno, è venuta a trovarmi racchiusa dentro il frutto che più amavi…

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11 pensieri su “Del rumore delle arance che cadono…

  1. ciao.

    finalmente l’ho trovato il post… ma un pulsante “cerca”?? : )

    ah, già, non conta più… che te ne stai andando tu… col cartone… te ne vai all’americana tu…

    …per una una pausa? per non pensare? per non tornare?

    fa’ una cosa, prenditela piccola ‘sta pausa, che devo leggere il vecchio di te, ok, ma mi interessa più il nuovo…

    che scrivi bene!
    che sei profonda!
    che è meglio se resti!

    …se puoi restare, eh! sia chiaro! se non puoi… beh, se non puoi, che dire… buona vita!

    r.

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    • Ciao… giuro che se torno (oggi è stata questione di abitudine) metterò il pulsante “cerca”… c’hai ragione :). Risposta a tutte le tue domande è sì! x tutte quelle cose lì, all’ultima domanda rispondo con un forse. Sto rimanendo invischiata nei miei troppi pensieri, che sarebbe un bene se fossero pochi, ma invece son troppi. Ti raccomando studia x il mio ritorno che poi ti interrogo ;). Credo che i post vecchi siano meglio dei nuovi… credo, quando ci si deve liberare delle cose si scrive meglio…poi è questione di gusti, di quanta profondità ci vuoi trovare nei miei scritti, nelle mie divagazioni, nei miei deliri. Grazie per tutti i punti esclamativi, fa bene leggere tutte queste belle cose… nel frattempo buone feste. 🙂

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  2. daru84 in ha detto:

    aggiungo che dovresti urgentemente leggere I Buddenbrooks di Thomas Mann. Meraviglioso annegare nella memoria di uno scrittore a 25 anni. Gli valse il nobel. Credo che in questo genere di scrittura sia rimasto il massimo esempio. Ma devo ancora finire di leggere La casa degli spiriti di Isabel Allende

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  3. daru84 in ha detto:

    reminds me of… un grazie silenzioso e misterioso, lì, fra le arance e le noci, from an ancient child…

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  4. Ciao sono un disegnatore e sto realizzando un progetto, realizzare un fumetto con le storie della gente, visita il mio sito, ti spiegherò tutto..
    http://pennellipazzi.wordpress.com/la-tua-storia-su-fumetto/

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  5. mentre ti leggevo sentivo il profumo del tuo arancio……bellissima la foto, e la storia non puo’ che essere deliziosa……un bacio Sara

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  6. Bellissimo. Sembra una scena di un film.

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