Soliloquio in compagnia

Una delle cose che succede quando scrivi sulla tua vita è che educhi te stesso. Andy Warhol

Fili e bottoni

Casa nostra era sempre invasa da stoffe di tutti i tipi che volteggiavano di qua e di là in una danza ritmica di colori. La macchina da cucire con il suo mobiletto ribaltabile bordeaux era in perenne movimento e il suo trot trot trot assomigliava tanto a una mandria di cavalli in fuga, quando tu, mamma, spingevi sul pedale. Solo adesso, se ci penso, mi rendo conto che c’è stato un periodo della mia vita in cui, se dovevo studiare, non riuscivo a sopportare neanche il volo di un moscerino ed è stato proprio il periodo in cui avevi smesso di cucire. Ricordo di non aver mai provato fastidio per quel rumore martellante, che accompagnava i miei pomeriggi, forse perché annullava tutti gli altri suoni, forse perché rappresentava la tua presenza costante, quando lavoravi amorevolmente dietro le mie spalle.

Trot trot trot io da bambina che ti imito, prendendo la stoffa e usando le dita come fossero una macchina da cucire,

trot trot trot la neve che cade, imbiancando il cortile di Sergio lo spilungone,

trot trot trot l’ora di bim, bum, bam, Mila e Shiro trot trot trot, “mamma non sentoooo!”

trot trot trot la gonna per la Libera, l’orlo per la Sabrina, trot trot trot il cappuccio per Gloriano, la casacca per Alessandro, il cerchietto imbottito per Silvia, il mantello per Maurizio, la tunica con le ampie maniche per me, il carnevale che incombe,

trot trot trot i cartamodelli che ricavi tu, in barba alle tue amiche che li ricopiano dal “Burda”,

trot trot trot le margherite punteggiano il prato.

Tutto era magia, il sole che batteva alla finestra e ci abbagliava, la gioia per il lavoro finito, i fili che ti si appiccicavano  ovunque, persino l’odore dell’olio che lubrificava le parti metalliche.

Trot trot trot… la tua passione, mamma, sacrificata per il bene degli altri,

trot trot trot la dedizione, la pazienza certosina, lo sforzo della vista, le tue abili mani,

trot trot trot il barattolo delle cerniere, dei bottoni e quello dei fili colorati, che rotolano ancora per terra, mentre io mi chino a raccoglierli e mi accorgo che adesso, sotto il tavolo, c’è un’altra bambina che gioca divertita,

trot trot trot l’ago che si inceppa, tu che ti deconcentri, avvolgi tutto in un fagotto e metti via…

trot trot trot  il tempo che vola, tu che imbianchi, tua nipote ti guarda con occhi rapiti e io che, negata, mi pungo un dito,  attaccando a malapena un bottone e, al contrario della bella addormentata, mi desto da questo sogno…

Grazie mamma!

Annunci

Navigazione ad articolo singolo

15 pensieri su “Fili e bottoni

  1. Mi cresce un po di buona malinconia leggendo e riaffiorano un sacco di ricordi …

    Mi piace

  2. Ha qualcosa di poetico. La quotidianità può essere veramente magica.

    Mi piace

  3. i tuoi sono i ricordi un pò di tutti noi,e in effetti c è un pò di nostalgia. Un bacio Sara

    Mi piace

  4. È un trot trot onomatopeico di grande bellezza. È una dichiarazione d’amore molto originale, quasi futuristica. Viva le mamme e tutta la loro forza. 🙂

    Mi piace

  5. mi ha pervaso una nostalgia indefinibile …anche la Singer di mia madre faceva trot trot trot con la differenza che non l’ho vista ingrigire e i nipoti non l’hanno conosciuta

    Mi piace

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: