Soliloquio in compagnia

Una delle cose che succede quando scrivi sulla tua vita è che educhi te stesso. Andy Warhol

Il peso dell’anima…

Che difficile scrivere  in questo periodo. La testa è completamente svuotata, se penso risuona dentro di me un’eco lontana che mi mette tristezza. Ricordo di aver provato la felicità una volta, quella travolgente, quella che ti fa girare la testa o che ti fa ridere e cantare a squarciagola, infischiandotene se qualcuno ti vede, ti sente e ti prende per matta. Ricordo che ho camminato sospesa a mezz’aria, col sorriso sempre stampato in faccia. Io immagine di positività, di gaiezza, mi guardavo allo specchio e l’altra me mi sorrideva soddisfatta, contenta, appagata. I miei lineamenti sprigionavano quella felicità luminosa che mi avvolgeva come un’aurea. Ad un tratto quello specchio si è rabbuiato, appannato da un vapore pesante, soffocante. Adesso i miei lineamenti iniziano a cadere verso il basso, gli angoli della bocca si curvano, gli occhi si spengono e tutta l’immagine perde colore, assumendo la tonalità del grigio spento. Gocciolo serenità perdendola negli interstizi delle mattonelle del bagno, scorrono nei forellini dello scarico della doccia. Io mi svuoto come fossi uno degli uomini di gomma di Miyazaki, perdo peso, mi sciolgo, lascio la pelle che si affloscia pesante sul pavimento.

Osservo la scena dall’alto, non  so con che cosa, se con gli occhi o con l’anima staccata dal corpo. E mi vedo lì accasciata, inerme, con il mio involucro bianco sgualcito che contrasta con i colori circostanti, come se fossi stata risucchiata dal pavimento e poi riadagiata in maniera scomposta. Mi giro intorno, mi guardo da diverse angolazioni, cosa ci fai così? reagisci, rialzati!

Vedo che dentro di me è rimasta una fiammella, si riaccende a tratti, è fioca, debole, delicata e basta una piccola folata di vento per rischiare di perderla, di spegnerla. Così da fuori di me la ricopro gelosamente, la custodisco, non è ancora pronta per riemergere, per scaldare, almeno finché non avrà la forza di affrontare il mondo con lo stesso coraggio di prima. Senza accorgermene mi riadagio sopra di me, dentro di me e il mio spirito si rifonde in tutt’uno con il corpo… riprendo vita, con un sospiro, mi rialzo, mi gira la testa, ho la nausea, ricado con un tonfo e sento un dolore acuto alle ginocchia… in fondo l’anima ha il suo peso, penso.

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6 pensieri su “Il peso dell’anima…

  1. comincio da qui a leggerti… felice di averlo fatto.

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  2. Inizio da qui a leggerti… felice di averlo fatto.

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  3. la vita purtroppo ci mette sempre a dura prova, quindi bisogna avere pazienza e aspettare un periodo migliore………un bacio

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  4. Crepi e grazie 🙂

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  5. Vedrai che arriverà il giorno in cui quella fiammella tornerà ad essere un fuoco vivo e forte. Intanto continua a proteggerla. Piano piano riusciamo sempre a rialzarci e ad essere più vigorosi di prima. Sono processi a volte lunghi e soprattutto difficili e dolorosi.
    In bocca al lupo!

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