Soliloquio in compagnia

Una delle cose che succede quando scrivi sulla tua vita è che educhi te stesso. Andy Warhol

Setacciati

Mi sento come dentro un quadro di Goya, invischiata nella mostruosità delle mie immaginazioni. Ti vedo dal basso verso l’alto. C’è la tua faccia che incombe, il mento,  il collo, che da questa mia posizione, sfoggia un pomo d’Adamo troppo sporgente. Vedo i pori dilatati della tua pelle, che lasciano spuntare i peli ispidi della tua rada barba, le narici aperte, le rughe vicino agli occhi. Tieni tra le dita un setaccio pesante, lo so, lo percepisco dalle espressioni del tuo viso che si piega per lo sforzo. In quell’enorme setaccio siamo in tanti a cercare di stare in equilibrio. Siamo minuscoli tra le tue mani. Siamo piccoli granelli di farina e di crusca, pronti per il trapasso. Siamo sassolini, siamo sabbia e pepite d’oro. Cerchiamo di stare in piedi, evitando di infilarci in mezzo ai buchi larghi della trama. Sembra un’impresa impossibile. E’ faticoso rimanere aggrappati per tanto tempo. E tu questo lo sai, ma sembra non importarti. Qualcuno ti supplica di aver pietà, di stare ad ascoltare le sue ragioni, qualcuno continua a sorriderti, altri rassegnati aspettano la fine, il loro passo falso in questa rete.

Eppure qualcuno è stato tuo amico una volta, altri sono solo dei conoscenti, dei colleghi, gente che ti ha sfiorato, che ha tentato di starti vicino, qualcuno ha intrecciato qualche ricordo al tuo. E io cosa sono? Non lo so, non c’è definizione.

Ma cosa importa, il grande imbuto che è la vita farà cadere sempre gente nuova nel suo staccio e non ci sarà spazio per tutti.

Bisogna fare pulizia, pensi… lasciare solo i granelli migliori.

Con un rapido e inconsulto movimento dei polsi ci dai una bella scrollata. Tante persone accanto a me scivolano, cadono giù nel buio della dimenticanza. Le osservo mentre i loro occhi continuano a guardare verso l’alto con fare interrogativo, con rassegnazione, con incredulità. Qualcuno resta ancora aggrappato, si tiene saldo, intreccia gambe e braccia al bordo di questa giostra. Anche io sto lì, resisto con tutte le mie forze. Si legge il terrore nei nostri occhi, si leggono le nostre speranze. Si dice che quelli che rimangono sono le farine migliori, quelle più bianche e pregiate, quelli che rimangono sono le pepite d’oro che prima si mimetizzavano.

Ti sei fermato. Adesso siamo tutti al centro, tutti schiacciati uno sull’altro. Sento gli aliti, i respiri affannosi. I muscoli si rilassano un po’, ma il cuore ancora palpita forte. Forse hai finito, forse ricomincerai a scrollarci. Questa volta il nostro destino non dipende solo da noi, dalla nostra tenacia, dalla nostra fedeltà. I bruschi strattoni al vaglio dei tuoi sentimenti potrebbero di nuovo compromettere le nostre stabilità… ma noi resistiamo ancora, io resisto…

Fai tu il resto, che ti fermi o che ricominci. Ma affina la vista e guarda oltre la crusca, oltre le bucce, oltre i sassolini. Troverai farine bianche, troverai pepite.

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5 pensieri su “Setacciati

  1. È una bellissima immagine quella che hai descritto. È una scena chiara e piena di valore e significati. I rapporti umani sono complessi e intorno ad essi intrecciamo le nostre vite che necessitano di relazionarsi e di ricevere delle controspinte in grado di bilanciare le nostre scelte. Spesso le nostre relazioni ci debilitano e la nostra voglia di proseguire, perché ci crediamo, diventa in alcuni momenti anche una forma di testardaggine che ci illude e ci spinge verso una dissipazione sel nostro stesso essere.
    Spesso purtroppo, occorre riconoscere che pur essendo delle “farine scelte” non sempre possiamo essere selezionate dal setaccio e che contro ogni nostra volontà, la vita prende altre strade, altri percorsi. È una consapevolezza che si acquisisce solo dopo aver penato. Io ci ho messo un bel po’ a comprenderlo, e minè costato molto. Ma diversamente non avrei saputo fare.

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  2. bellissima la frase, siamo piccoli granelli di farina ecc…….bisogna veramente fare pulizie ogni tanto…….ciao Sara

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    • Quando sei tu a fare pulizia è semplice, sei fuori dal setaccio, decidi in maniera tranquilla, fai le tue valutazioni. Quando invece ti ritrovi dentro al setaccio è più dura, perché speri sempre di essere ritenuta una delle farine migliori… alcune volte rimani su, altre volti cadi. E’ nell’ordine delle cose, penso… ci sta e bisogna metterlo in conto anche se può far male. Grazie per la visita, ciao 🙂

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