Soliloquio in compagnia

Una delle cose che succede quando scrivi sulla tua vita è che educhi te stesso. Andy Warhol

L’urlo del silenzio…

Oggi sono indignata, anzi non lo sono solo da oggi, ma da quando ho letto un articolo su una mamma che ha messo sul web le foto del suo aborto. La madre in questione ha motivato la sua scelta dicendo che è così facile abortire e non c’è nulla di tragico, che non è giusto che tutta una serie di persone, tra cui medici obiettori di coscienza e religiosi in genere, ne facciano un caso di stato. A suo dire “Le sue foto servono solo per educare e non spaventare le donne”. L’articolo originale è questo:

http://www.thisismyabortion.com/

Non voglio qui dilungarmi sul perchè una donna faccia una scelta simile. Non voglio neanche discutere su cosa sia giusto o  meno, su cosa sia morale o no. I giudizi li lascio a chi è più in alto di me. So solo che tante donne si spingono ad un gesto così estremo per ragioni diverse: esigenze lavorative, problemi economici , violenza subita, abbandono del consorte o del compagno, insicurezza, o perché vedono il futuro bambino come un intralcio. Poi c’è tutta una serie di motivazioni più gravi e drammatiche, come il pericolo di vita della mamma o problemi di salute del feto, di cui comunque sia la comunità medica che quella religiosa tiene conto. Prendendo per buona la carrellata da me appena accennata, la cosa che mi indigna è il modo in cui certe cose vengono dette, così senza filtri, spiattellate senza il rispetto per il dramma che si va a compiere e senza il rispetto per tutte quelle persone che vorrebbero averne di figli e non possono. Senza il rispetto per coloro che l’aborto l’hanno dovuto accettare perchè dettato da madre natura e non dalla propria volontà. Senza il rispetto per quella povera creatura che già respira dentro una donna, che ne sente il calore, il battito del cuore, che si culla e si aggrappa in lei con estrema fiducia. La cosa che mi indigna di più è che questa donna pensa di voler rassicurare le altre donne, mettendo in pubblica piazza una cosa così intima e privata senza una metabolizzazione, una digestione dell’atto che di per sé è dolorosissimo e non solo dal punto di vista fisico, il tutto come se quattro foto su un sito possano giustificare la sua scelta. A me personalmente sembra uno spot stile assorbenti all’ora di pranzo. “Ehilà gente <<This is a Creative Commons project… take it, use it, share it.>>”  La signora non parla naturalmente del perché abbia abortito. Se lo scopo del suo progetto fosse stato quello di abbattere un tabù, sarebbe stato un punto a suo favore… o anche no! Al di là della libera scelta, dell’essere padroni del proprio corpo e del proprio destino ritengo che, escludendo una violenza sessuale, ci debba essere un grande senso di responsabilità prima di fare un atto simile, anche perché al giorno d’oggi si conoscono tanti metodi contraccettivi o preventivi, che possano in qualche modo allontanare l’eventualità di una gravidanza non desiderata. Un bambino non è un cambio d’abito per seguire i dettami di una moda, non è una bottiglia vuota che,  inutile, si può accartocciare.

Le mamme o, a questo punto, le ex future mamme sono al sicuro nelle mani di medici esperti, ma nessuno parla purtroppo di cosa succede ai bambini. Si discute tranquillamente di aborto senza neanche sapere cosa sia,  il feto diventa Il Problema di cui disfarsi velocemente. Provate a guardare questo video:

E se non siete ancora convinti leggete questo articolo:

http://www.centrosangiorgio.com/aborto/articoli/pagine_articoli/aborto_e_coscienza.htm

Qualcuno dirà che è un articolo fazioso…è fatto da persone che stanno dalla parte della Chiesa. Io vi chiedo, se non avete la pazienza di leggerlo tutto, almeno di guardare le foto e leggere le didascalie… penso che vi possa bastare lo stesso. Non voglio convincere nessuno… Voglio solo che pensiate… che pensiamo a quella creatura che si trastulla, si succhia il ditino, si rigira, sogna… che tutto ad un tratto si desta, viene risucchiata, bruciata, smembrata, fatta uscire con la forza, privata di una vita che non aveva chiesto e uccisa in maniera crudele… però non possiamo sentirne il grido di disperazione. Ci scandalizziamo per tante cose, facciamo le battaglie per l’ambiente, l’abbandono degli animali, la pena di morte… per me l’aborto è una pena di morte, anzi è La Pena di Morte!!!

Quante mamme e papà sterili desiderano tanto avere dei figli! Quante donne non possono tenerli quei figli! Quanti bambini avrebbero il diritto alla vita e a una famiglia se queste due parti avessero la possibilità di aiutarsi gli uni gli altri. Il problema è che soprattutto qui in Italia i tempi per ottenere un affido o un’adozione sono troppo lunghi e le mamme che non voglio i propri bambini, non vogliono neanche arrivare al termine della gravidanza, per evitare di affezionarsi alla creatura, per i pregiudizi della gente, per l’odio verso quell’uomo che le ha private di una scelta spontanea e consapevole, per continuare la propria vita, per la paura del dolore, per uno stile di vita che non permette nessun  rallentamento ecc ecc. Sempre evitando di estremizzare troppo il discorso, penso che, aumentando la sensibilizzazione sul sesso sicuro, a partire dalle scuole, abbattendo i tabù che ci sono sui contraccettivi, stando più attenti e responsabili e rendendo l’adozione più facile, si eviterebbe l’aborto come unico ed estremo atto finale.

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5 pensieri su “L’urlo del silenzio…

  1. Non ho la forza di vedere i video o le foto che questa persona ha postato. Io credo che esistano dei limiti per la decenza e sopratutto il rispetto e la civiltà. Non voglio fare il moralista, non è nelle mie caratteristiche, ma credo che di fronte ad un argomento così delicato occorrerebbe avere una sensibilità diversa e non solo volendo restare nei termini cattolici di vita, embrione etc… ma sopratutto per il rispetto delle donne stesse, che sono (per fortuna) libere di fare quello che vogliono; l’aborto immagino che impegni moralmente una donna su molteplici piani, stravolgendo una vita intera anche negli anni avvenire. Pertanto l’idea di promozionare “la semplicità del fare” credo sia veramente pessima e priva di ogni rispetto, in quanto a sensibilità poi pare che in questo caso sia del tutto assente. Probabilmente questa persona ha voluto mostrare al mondo di essere “oltre”, cercando di alleviare i propri pensieri, ripartendoli col mondo circostante… riuscendo di fatto però a mostrare soltanto superficialità e immoralità (attenzione, lo ripeto, non nel gesto in sé, ma nell’assurda messa in pubblico dell’accaduto).

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    • Sì capisco cosa intendi ed è quello che mi ha spinto a scrivere dell’accaduto. Solo il primo link fa vedere le foto che lei ha messo nel web. Sono quattro e a parte un lembo di lenzuolo e 2 barattoloni di vetro non si vede nient’altro. Il video e le foto contenute nell’altro link le ho inserite io, prendendoli da altri siti web. Il video, nonostante sia esposto in maniera scientifica, fa appunto vedere cosa succede a un feto che subisce l’aborto e l’articolo spiega come questi feti si possano già considerare dei bambini, sia per forma che per dimensioni. Sono immagini crude, cruente, che io stessa non avrei avuto il coraggio di vedere, ma ho voluto inserirle nei mio articolo in risposta alle affermazioni della signora che nel suo blog afferma che “l’aborto è una cosa semplice, diversamente da quanto dicano persone che ne sono contro”. Sarà stata forse una passeggiata per lei, ma non credo che per il suo bimbo sia stato lo stesso. Di un gusto sadico poi è stata la pubblicità che ne ha fatto, con tanto di richiesta di consensi. E’ per questo che sono arrabbiata, indignata e dispiaciuta. Siti, blog che trattano argomenti così delicati come se fossero il racconto delle vacanze al mare dovrebbero solo essere oscurati perché, a parere mio, offendono la sensibilità umana…

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      • il problema che tutto fa spettacolo, tutto è audience, anche quando si passa la decenza ed il rispetto della vita umana. È tutto estremamente triste e senza più regole.

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  2. Caspita, che post impegnativo il tuo! Complimenti!
    In ogni caso, io credo che ognuno sia libero di fare ciò che sente, ma, sinceramente, la cosa che mi ha un po’ turbata e lasciata anche un po’ perplessa è il fatto di spiattellare ai quattro venti (se non di più, visto che si tratta della rete), una cosa così delicata come un aborto. Io non ci sono passata e né sono mai rimasta incinta e quindi non so dire che cosa si provi. Tuttavia, ciò che non condivido è il fatto di dire a tutti (volendo o meno) un messaggio come questo in questo modo che è il web. Ormai con i social networks si è arrivati a condividere con la propria cerchia di amici ( e non solo) ogni attimo della propria vita, far vedere a tutti cosa si fa, dove si è, cosa si sta mangiando, ecc ecc. Perciò, non vorrei che il gesto di questa donna faccia parte di questa moda, “guardate cosa ho fatto, sono una donna coraggiosa, ecc ecc”, e quindi che abbia avuto come scopo anche quello di “condividere” il suo gesto con la community del web (“Condividere” nel senso chiaramente social che ha ormai in questo mondo virtuale).
    Che dire, spero di sbagliarmi!

    A presto e complimenti per il post!

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    • Grazie… anche io ho avuto la stessa impressione tua. Ed è da questa considerazione che è nato il post. Infatti io non contesto la sua scelta, che è molto personale, ma contesto l’averla resa pubblica in un modo che mi sembra più da Grande Fratello che non come documento scientifico… Quelle quattro foto in realtà, a parere mio, non dicono niente… uno squarcio di lettino, due contenitori sterili, che poi sono riempiti di sangue, non possono raccontare né essere rappresentativi di tutto un contesto che contempla in sé un dramma personale anche se volontario. Che dirti è sempre una vita che se ne va… Le immagini allegate, secondo me, fotografano un esserino che io chiamerei bambino più che embrione. E spettacolarizzare un fatto simile col pretesto di dirci “donne non spaventatevi!!!”, chiedendo persino un voto all’iniziativa, mi sembra assurdo.
      Grazie ancora e a presto 🙂

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