Soliloquio in compagnia

Una delle cose che succede quando scrivi sulla tua vita è che educhi te stesso. Andy Warhol

Guardando fuori dalla finestra.

rothko-violet-green-red-orangeNoi siamo nati dentro un quadro di Rothko, con la sua ordinata scansione di colori, di strisce orizzontali di cieli e campi magri, di grano e di soia, popolati da milioni di cimici che, ostinate, ci volano ancora addosso- che poi me lo sono sempre chiesto invano a cosa servano e anche su questo dovrò indagare. E giocavamo a nascondino tra i filari di mais- senza andare troppo in là, perchè ci si poteva smarrire– e le vipere ad acchiapparello con i nostri piedi. Io mi ero smarrita nei tuoi occhi sulla strada davanti a casa tua con le villette che stavano abbracciate a tenersi al caldo e tu a parlare con i tuoi amici e io e la mia bici che passavamo arrossate più per la vergogna che per la fatica. E il colore del tuo incarnato che si accordava al pallore dei nostri inverni, i tuoi occhi furbi che sfuggivano prima di essere sorpresi e le tue mani tra i capelli, il tuo andare spedito e il tuo sederti sul gradino del negozio di tuo padre ad aspettare le ore stanche dell’estate che avanzava. E l’inquietudine nelle tue scarpe, la camicia di flanella sopra la t-shirt, lo zaino in spalla e l’ambizione dei tuoi desideri che ti ha portato lontano, la pioggia che non dà tregua a tuoi giorni e il fango e il colore accesso delle colline. E anche tu a fotografar pozzanghere e le immagini tremolanti riflesse nei vetri che si credono specchi.

Da tempo la nostra piazza non ti vede più passeggiare e il mercato del paese, per dispetto, ha disposto al contrario le sue bancarelle.

E io non so mai quando fai ritorno e mi affaccio alla finestra di fronte a quel negozio che non è più lo stesso, che ha cambiato vetrina e offerte ai suoi clienti e mi sembra di vederti ancora lì seduto in quel gradino ad aspettare il passare di questa estate. E’ solo la fame o forse la stanchezza e la colpa è di questo quadro che si è trasformato in un’inquieta immagine di Pollock, nel suo miscuglio confuso di colori, di ricordi.

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4 pensieri su “Guardando fuori dalla finestra.

  1. la nostalgia è una triste carezza. pezzo coinvolgente

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  2. che bello questo post un misto di dolcezza e malinconia……….i ricordi poi… sempre belli

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