Soliloquio in compagnia

Una delle cose che succede quando scrivi sulla tua vita è che educhi te stesso. Andy Warhol

Sogni di post-it e di poesie

E allora metteranno un tavolino sotto i pini, tra gli aghi caduti per terra, vicino alla stazione delle corriere, a cui si accede da una lunga scala  o da una strada con una curva a gomito. E sul tavolino ci saranno tanti post-it che, non si sa come, non volano via per l’alzarsi del vento. E il loro colore giallo si nota pur mimetizzandosi con i colori del bosco tutt’intorno. E le mani scaveranno in quel tavolino come si scava al mercato tra le ceste delle offerte di magliette a tre euro o a un euro, che tanto è uguale. Mani assetate di persone diverse, mani barbone, mani di insegnanti di lettere del liceo della città, mani pulite e riccamente adornate si scontreranno e intrecceranno con quelle rugose dalle unghie nere. Le mani saranno diverse, ma gli sguardi incontrandosi riconosceranno la felicità di un attimo. Ognuno avrà trovato il suo foglietto, ognuno leggerà la sua frase, ognuno gioirà per le parole regalate scritte a penna nera su quei fogli gialli. Io passo di lì, mentre  il giorno ferito va a morire dietro le montagne. Guardo i loro occhi luminosi di rivelazioni appagate, il braccio alzato trionfante per aver trovato ciò che desideravano, ciò di cui avevano bisogno.

E la mia compagna di viaggio dice: le parole che fanno splendere i loro sguardi sono le tue… e mi sento felice!

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