Soliloquio in compagnia

Una delle cose che succede quando scrivi sulla tua vita è che educhi te stesso. Andy Warhol

nero omogeneo & bianco discontinuo

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L’auto correva e sapevamo entrambe che non ci dava quella sensazione di felicità che il viaggio avrebbe dovuto procurarci. Papà sfoggiava il suo muso migliore, come tutte le altre volte, mentre i nostri sguardi diventavano eloquenti nell’ammonirci a vicenda, nel frenarci dal parlare per non innervosire quell’anima inquieta. E l’auto si riempiva ancora di silenzi, quelli che solo io e te potevamo comprendere. Lui continuava a guidare, sguardo fisso sulla strada, una mano sul volante e l’altra ad accarezzare il cambio, i piedi frenetici ad aggredire l’asfalto di un nero omogeneo. E le tue lacrime, che prontamente cercavi di nascondermi, scendevamo per l’ennesimo rimprovero, per l’ennesima umiliazione che avevi dovuto subire. I tuoi occhi erano fissi su quelle strisce bianche che si alternavano al nero, a ricercare un briciolo di speranza e di forza, un filo di luce nel buio totale, il bene nel male, come nel simbolo del Tao a te tanto caro.
Una volta mi dicesti che al Liceo era diventato uno dei simboli scelti per manifestare contro la guerra che Saddam Hussein stava mettendo in atto. Quella guerra inutile che stava destabilizzando così all’improvviso le grandi Potenze e sconvolgendo in maniera altrettanto improvvisa i cuori giovani e illusi del vostro Istituto. Il tuo e quello di Francesco sarebbero stati quelli che più avrebbero risentito di tali scompigli…

 

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14 pensieri su “nero omogeneo & bianco discontinuo

  1. Ho riletto la frase incriminata
    «Quella guerra inutile che stava destabilizzando così all’improvviso le grandi Potenze e sconvolgendo in maniera altrettanto improvvisa i cuori giovani e illusi del vostro Istituto. Il tuo e quello di Francesco sarebbero stati quelli che più avrebbero risentito di tali scompigli…»
    e rimango dell’avviso che non è chiaro se Francesco sia un amico, perso poi di vista oppure il padre della voce narrante. Secondo me la mia interpretazione ci stava tutta.
    Vado a leggere le altre parti.

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    • l’ultima frase di questo pezzo la devi legare alla prima del pezzo successivo. La figlia riporta quello che le ha raccontato la madre di Francesco, di come si sono conosciuti al Liceo e di come grazie alla striscione si sono scambiati la prima parola facendo nascere un amore, fino al trasferimento di Francesco e la conseguente sua perdita. Sai da cosa lo capisci che Frrancesco nn è il padre? da questa frase: “Sentivi la lacerazione all’interno del tuo essere, quel pezzo mancante che ti avrebbe completato e che senza di esso ti lasciava incompleta. Fino a che non incontrasti papà, che sembrava potesse colmare il vuoto lasciato da quel ragazzo speciale. Sì lui sarebbe stato in grado di prendere il suo posto, di colmare quel vuoto. Premuroso, gentile, responsabile. Sì sicuramente tale fino alla conquista della sua preda, fino alla resa incondizionata ai suoi voleri.” Ecda qui deduci che il padre nn si è rivelato il principe azzurro che la madre si aspettava e da qui il rimpianto x francesco.

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  2. Ciao che bello leggere quello che mi hai scritto. Buona giornata a te 🙂

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  3. ciao, che bello rileggerti! 🙂 buona giornata

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