Soliloquio in compagnia

Una delle cose che succede quando scrivi sulla tua vita è che educhi te stesso. Andy Warhol

nero omogeneo & bianco discontinuo

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Lo avevi subito notato quel ragazzo alto, già dal primo giorno di scuola. Non per la sua bellezza e la fierezza che dimostrava ma per quel qualcosa che cercava di camuffare, di nascondere agli altri, ma che tu avevi subito colto. Non sapevi definire di preciso cosa fosse, del resto a quell’età pochi saprebbero analizzare la profondità dell’animo umano, ma sapevi che era qualcosa di unico e particolare, era soprattutto qualcosa di buono che non ti avrebbe fatto del male, una forza che proveniva dagli occhi e che parlava del suo cuore. I vostri sguardi da quel giorno si incontrarono e si cercarono spesso, quasi ad assicurarsi che non si sarebbero persi: all’ingresso della scuola, nell’atrio, in palestra, in cortile, sulle rampe di accesso alle aule. Ogni scusa era buona, ogni attimo quello giusto. E il vostro desiderio di parlarvi e di condividere i vostri tumulti aumentava ad ogni occhiata, ad ogni ammiccamento, ad ogni sorriso trattenuto dalla timidezza e dall’imbarazzo. A metà anno la guerra imminente che pareva coinvolgere anche la nostra nazione, aveva creato uno stato di fibrillazione generale. Tutti si mobilitavano per scongiurare il peggio e l’unica cosa che degli studenti senza mezzi potevano fare era quello di manifestare, scendere in piazza e gridare “basta!” a quella situazione assurda. Anche tu e Francesco lo faceste, con o senza convinzione. Ma quello che più contava era la causa comune che vi avrebbe potuti far incontrare e che avrebbe potuto finalmente creare l’occasione per rompere il ghiaccio. E così fu… galeotto lo striscione che tenevi in mano e che lo fece inciampare nel bel mezzo del corteo.

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Un pensiero su “nero omogeneo & bianco discontinuo

  1. Mi sembra che ci sia stato un cambio di voce narrante. Non più la figlia ma la madre che rievoca quell’amore perduto nel tempo.
    Tralasciando questa considerazione, il discorso fila liscio e fluido e soprattutto coerente all’età di chi sta ricordando quei momenti: l’adolescenza.

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