Soliloquio in compagnia

Una delle cose che succede quando scrivi sulla tua vita è che educhi te stesso. Andy Warhol

Dopo l’ultimo tuo respiro

Sai cosa c’è? Che penso fermamente che quando una persona muore possa vedere l’animo dei suoi cari, ne possa leggere l’essenza, in quel breve attimo che le è concesso prima di andare via, dopo un soffio. Ecco, adesso questo momento è stato concesso a te e io lo so che sei passata a trovarmi stasera, forse perchè ho percepito la tua presenza, nell’aria pesante, nel sonno che ritarda, nelle lacrime, in tutte le immagini che di te mi sono passate davanti agli occhi. E cosa hai letto di me nel mio cuore? Hai potuto vedere la rabbia di tutti questi anni, no non per te, ma per quello che mi circonda, questo senso di dovere e di oppressione, questo voler andare via senza un paio di scarpe adatto alla lunga salita dei giorni futuri o delle scelte coraggiose. Hai visto che poi alla fine dietro il mio viso, c’è un cuore che sta facendo barricata, che si sta corazzando per una nuova guerra, c’è la debolezza che esplode, c’è l’arrancare, ci sono il respiro stufo e gli occhi al cielo, c’è il pensiero ricorrente per l’altrove che è così distante e lontano da non ricordarsi il mio nome, nè la mia faccia, da non riconoscere il mio suono nel vento. Sai cosa c’è? Che mi vergogno di essere così nuda davanti a te, perchè adesso vedi che non sono nè buona, nè migliore delle altre, non sono la persona perfetta che hai sempre pensato che io sia. Forse lo sono stata un tempo, ma adesso sono così cambiata da salutare ogni mattina una persona diversa allo specchio. Penso a tante cose, ai tuoi rosari, alle tue meste preghiere, alle mani insanguinate che baciavi ardentemente, al tuo posto nel tavolo della cucina, da anni sempre lo stesso. Penso alla mania di rilavare ogni piatto prima di rimetterlo in tavola, nonostante tutte le stoviglie fossero state abbondantemente lavate dopo il pasto precedente. Penso alle tue vestaglie, al tuo incedere lento, al tuo modo di chiamarci, al fatto che, prima di ridurti così, di nascosto da tutti, quando ti salutavo sulla soglia, come un prestigiatore,  mi infilavi nella mano una banconota da diecimila lire dicendomi “vai a comprarti quello che vuoi”. E dopo un anno intero il tuo aspettarci  sul pianerottolo affacciata alla ringhiera e il tuo prendermi con le mani la faccia per stropicciarla tutta prima di baciarmi, cosa che ogni estate sapevo che succedeva e a cui cercavo di sottrarmi senza successo. Il tuo fornello elettrico perennemente acceso per bollire la zucchina e la tua pasta scotta, il tuo ruminare il cibo fino alle quattro. E poi la tua casa, la tua camera da letto e quella foto in soggiorno che  parla di una te bellissima e giovane, con i capelli scuri e morbidi che ti ricadevano sulle spalle. Che fine faranno i tuoi ricordi? Le mattonelle che ho calpestato fin da piccola, il telefono che era più grande del mio viso e lo “scagnetto”, il gradino di legno per il quale tutti facevamo a gara per sederci? Quante persone si batteranno per quelle quattro mura custodi di ricordi importanti? Quanti per quelle finestre, per la vista sul cortile, per lo sgabuzzino, per la stanza del portiere? Quanti per quei soffitti alti, per l’albero di Natale all’ingresso e il Presepe alla fine? Quanti per quei colori sbiaditi e quell’odore di familiarità?

Lo so che adesso sono ancora nuda davanti a te, ma nonostante la carrellata di ricordi non riesco a sentirmi meglio. E mi sento così stupida perchè l’unica cosa che so fare è stare attaccata a questo schermo a descrivere il mio lutto. Non biasimarmi, non vergognarti di me e delle mie imperfezioni che ti sono ora manifeste.

I tuoi uomini verranno finalmente a prenderti per mano felici e collegherai tante cose che ti sono state private e nascoste. Sei di nuovo la loro Reg(g)ina.

Con tanto dolore… buon trapasso, Nonna…

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5 pensieri su “Dopo l’ultimo tuo respiro

  1. Molto toccante è questo ricordo della nonna, che se ne è andata lasciando un vuoto dentro di te. Prima o poi le persone care se ne vanno senza che noi possiamo farci nulla. E’ il ciclo della vita. Si nasce, si vive, si muore. Ma vorremmo che questo si fermasse un attimo prima dell’iltimo respiro per comntinuare il percorso insieme.
    Un caro saluto

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