Soliloquio in compagnia

Una delle cose che succede quando scrivi sulla tua vita è che educhi te stesso. Andy Warhol

Il percorso unicursale

inizia da qui

Il percorso unicursale, derivante dal labirinto unicursale, è il classico percorso a un solo lungo corridoio, che si avvolge a spirale, privo di biforcazioni. La complessità di tale struttura è apparente poiché, una volta entrati, si raggiunge fatalmente il centro. Non si è posti davanti a bivi e dunque non vengono richieste scelte da compiere. Il centro risulta essere la fine del percorso e, nel contempo, il fine del percorso è il centro.

Hermann Hugo, L’anima del mondo, 1632

Hermann Hugo, L’anima del mondo, 1632

Monete cretesi

Da sempre il tipo unicursale è comparso in manoscritti, monete, carte, legato a calcoli astronomici, come simbolo propiziatorio nei riti di fondazione della città, come simbolo delle potenzialità e della bravura dell’architetto costruttore. Con l’epoca cristiana, il labirinto, in quanto percorso, iniziò ad assumere significati sempre più complessi, quali emblema del sentiero iniziatico, di redenzione e salvezza. Ne è la prova la grande diffusione soprattutto nelle pavimentazioni delle chiese, in cui veniva percorso in ginocchio dai fedeli che, purificati, potevano accogliere l’eucarestia.

Labirinto della Cattedrale di Reims

Labirinto della basilica di Saint Quentin

Questo tipo di figura labirintica si presta, dunque, a suggerire strutture che impiegano le sue forme pure, ma anche a trarre diagrammi distributivi e funzionali attorno ai quali costruire un intero organismo architettonico. Come precedentemente accennato la spirale e il meandro suggeriscono la formazione di labirinti e dunque percorsi unicursali.

A livello progettuale può incarnare, attualmente, tutte quelle tipologie in cui, per questioni di sicurezza e controllo, la circolazione deve essere risolta in un percorso obbligato, in genere a senso unico: nelle carceri, per esempio, nei supermercati, negli stadi, nelle stazioni metropolitane, ma anche nei teatri, cinema e musei. In questi ultimi, la circolazione diviene lo strumento per esercitare la strategia del ritardo e della digressione, della dilatazione temporale, come nel già noto Museo Lillehammer di Sverre Fehn o nel Museo dei Ghiacciai dello stesso autore, in cui il percorso è reso obbligatorio da una lunga galleria sulla quale si affacciano alcuni eventi spaziali, che portano il visitatore dalla scalea di accesso all’auditorium finale, posto sul lato opposto.

sverre

Sverre Fehn, Museo dei Ghiacciai, Alvdal, 1993, pianta.

vedimmagine (1)

Sverre Fehn, Museo dei Ghiacciai, veduta galleria verso ovest

vedimmagine (2)

Sverre Fehn, Museo dei Ghiacciai, veduta galleria verso est

Ma non solo, l’espediente del percorso unicursale è sempre servito all’architetto per ottenere una progressione del percorso cognitivo, dell’accesso al sapere da parte del visitatore, che deve riuscire a conquistarlo con fatica, come suggerisce Michelangelo, nella Biblioteca Laurenziana, con l’utilizzo prima di una scala di accesso alla sala lettura e poi con la disposizione planimetrica della biblioteca segreta.

Meno lineare, ma altrettanto sequenziale è la successone spaziale prevista da Mario Botta per il Museo di Basilea, dedicato alle opere cinematiche di Jean Tinguely. Esso prevede cinque campate strutturali in cemento armato di trenta metri di luce, che lasciano al centro un grande spazio a tutta altezza e un volume allungato posto diagonalmente rispetto alla parete esterna e sospeso sopra la riva del Reno: una lunga passerella vetrata, non a caso chiamata la “barca”, che, come parte del percorso di visita, obbliga il visitatore ad “uscire” per un attimo dal museo per guardare il fiume e il paesaggio dell’altra sponda del Reno, per poi rientrare a un livello più alto, su una balconata che domina la sala. Il fatto che il museo sia organizzato su una promenade obbligata, che dall’ingresso conduce il visitatore, attraverso la “barca”, alle gallerie dei piani superiori fino alla grande sala, secondo un concetto che appare museologicamente superato, sembra quasi esclusivamente motivato dalla necessità di dare senso al gesto poetico della passerella sul fiume e dunque ne dichiara la intrinseca debolezza.

Mario Botta, Museo Jean Tingueky, Basilea, 1996, pianta.

Mario Botta, Museo Jean Tinguely, Basilea, 1996, esterno passerella.

images (28)

Mario Botta, Museo Jean Tinguely, Basilea, 1996, interno passerella.

Forse di maggiore impatto simbolico risulta essere il percorso unicursale di Tadao Ando per la Cappella sull’acqua a Hokkaido del 1998. Esso segue un itinerario tortuoso che porta il visitatore “giù per il sentiero, attraverso il cancello, lungo un muro, dentro l’edificio, su per le scale intorno all’angolo, ancora su per le scale, un altro angolo, giù per le scale, angolo, giù per le scale, ancora scale questa volta curve e finalmente, dentro la cappella con una sublime vista di una grande croce galleggiante”. Un vero e proprio cammino di espiazione metaforico, un percorso rituale, iniziatico.

Tadao Ando, Cappella sull’acqua, Hokkaido, 1988, disegni di progetto

Tadao Ando, Cappella sull’acqua, Hokkaido, 1988, vista dell’esterno.

Ma ancora non finisce qui 😉

Annunci

Navigazione ad articolo singolo

11 pensieri su “Il percorso unicursale

  1. Interessante il percorso unicursale. Si parte e si arriva in fondo senza deviazioni. Le scelte non esistono, si deve per forza procedere sempre in avanti. E’ un mezzo per costringere il visitatore a vedere il percorso museale o quello che che il comittente vuole mostrare.
    Un caro saluto

    Mi piace

  2. Curioso…
    Grazie

    Mi piace

  3. I labirinti romanici e gotici delle cattedrali (perlopiù francesi), pur essendo di ‘semplice’ quanto lunga percorrenza (sulle ginocchia!) hanno una scala monumentale che li rende immensi e simbolicamente mostrano tutta la loro difficoltà. Un cammino di espiazione lungo e faticoso, ma salvifico (all’uscita si è guidati!) legato esclusivamente alla forza ed alla volontà umana, senza colpi di fortuna come invece accade nel più tradizionale dei labirinti, dove alla volontà occorre la scelta e la fortuna.

    Mi piace

    • Infatti e quello di Chartres è l’esempio che a me colpisce di più. Tra l’altro li’ c’è stato tutto uno studio simbolico non solo sul labirinto come percorso espiativo ma anche sulla figura presente al suo centro. Al centro infatti è disegnata con la pavimentazione una rosa, che rappresenta la Rosa Mistica, simbolo di Maria, al centro della quale c’e’ una piastrella metallica. All’epoca della costruzione era stato calcolato che, da una vetrata in cui è rappresentata la Madonna, un raggio di sole colpisse il suo cuore e, cadendo verso il basso, andasse a colpire la mattonella metallica del centro del labirinto creando un fascio di luce proprio il giorno dell’Assunzione, cioè il 15 agosto. A causa della precessione degli equinozi il fenomeno è visibile qualche giorno dopo. Io rimango sempre affascinata dalla bravura dei maestri costruttori di allora che, con meno risorse di quelle attuali, creavano capolavori indescrivibili. Ma sono uscito Chartres di dovrebbe fare un post a parte per tutte le cose che si dovrebbero dire. Ciao Lois e grazie 🙂

      Mi piace

      • Ai tempi dell’università scelsi di studiare il Medioevo proprio perchè mi affascinava l’idea di questi uomini che con la forza delle sole mani hanno costruito cattedrali con le volte fino a 38mt (Beauvais)!
        A questo punto attendo un tuo post su Chartres 🙂

        Mi piace

        • anche secondo me il Medioevo è un’epoca affascinante e nn l’ho mai inteso come un periodo buio, anzi! Io l’ho approfondito molto dal punto di vista architettonico ed esoterico…l’hai mai letto “Il mistero delle cattedrali” di Fulcanelli?
          Magari tra poco farò un post…. su Chartres, no su Fulcanelli che è troppo complicato.

          Mi piace

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: