Soliloquio in compagnia

Una delle cose che succede quando scrivi sulla tua vita è che educhi te stesso. Andy Warhol

La città e il mondo sotterraneo

La rubrica sull’architettura apre di nuovo i battenti per parlare di quello che sarà il secondo argomento: La città e il mondo sotterraneo.

Questa volta mi propongo di indagare quel tipo di città che sta al di sotto della linea di terra, il “doppio”, il “rovescio” della città che noi conosciamo, dunque una città nascosta, scavata, cava. Tanti sono gli esempi che farò, come tanti saranno quelli che verranno trascurati per ovvie ragioni.

Come prima cosa è bene precisare che il mondo sotterraneo, unendo simboli contemporaneamente positivi e negativi, ha portato l’uomo, nonostante il timore, ad indagarne i luoghi sconosciuti, a rifugiarsi in essi secondo motivazioni diverse che vanno dalla protezione dalle condizioni climatiche, agli aspetti di culto, alla difesa personale fino a quelli lavorativi. Proviamo ad analizzare in breve ognuno di questi fattori:

  • Il riparo dalle condizioni climatiche è stata forse la più antica e urgente necessità dell’uomo preistorico, che nelle grotte e nelle caverne ha trovato rifugio. La sua capacità osservativa lo ha portato col tempo a capire che le dimore superficiali non sempre potevano soddisfare tutte le sue necessità di benessere soprattutto il ristoro dal caldo e la protezione dal freddo. Osservando il comportamento animale si rese conto dell’esigenza di non rimanere in superficie ma di penetrare all’interno della terra dove poteva godere di una situazione climatica costante tutti i giorni dell’anno, indipendentemente dalle condizioni della temperatura esterna. Questa capacità del terreno di isolare dal caldo durante i mesi estivi e dal freddo durante quelli invernali è dovuta a una serie di fattori, principalmente dal tipo di clima esterno, ma anche dal colore del suolo, dalla presenza d’acqua e dunque di umidità, dalla presenza di vegetazione, dalla forma e dall’esposizione dei versanti.

  • Gli aspetti di culto si possono dividere in due categorie, una caratterizzata da una visione negativa del sottosuolo e l’altra da una positiva. Le visioni negative partono dal presupposto della centralità della terra rispetto l’universo, circondata da corpi celesti che le gravitano intorno. Secondo tale principio la terra è legata alla corruzione e alla degradazione della materia, al contrario dei cieli, suddivisi secondo diversi gradi di perfezione, che giungono fino al luogo di Dio, come secondo la visione dantesca. Da qui, l’idea che l’alto rappresentasse la perfezione divina, il bene e il basso fosse collegato alla morte, al peccato. Dunque il sottosuolo, come luogo basso in assoluto ha rappresentato per lungo tempo il luogo dei demoni, il luogo del peccato, del buio, del pentimento e dell’espiazione prima della redenzione. Sebbene sono tanti i riferimenti a valori negativi del sotterraneo, fatti anche propri dalla religione Cristiana, altrettanti lo sono i pensieri che ne suggeriscono un’idea più sfumata o addirittura positiva. Una di queste è l’idea del sottosuolo come Madre Terra, luogo intimo, profondo che dona ai suoi figli (gli essere viventi) il necessario per sopravvivere, dal cibo, al rifugio, ma che non risparmia loro la morte per perpetuare la vita.

  • Per quanto riguarda gli aspetti lavorativi non ci si può esimere dal parlare dell’attività estrattiva. L’uomo è stato condotto nel sottosuolo dalla ricerca dell’acqua e dei minerali. Il lavoro in miniera, soprattutto nel Medioevo, è stato sempre collegato a pericoli e inquietudini che vanno ben al di là degli aspetti strettamente materiali. La miniera poteva offrire alle classi militari la forza e il potere, grazie alla possibilità di realizzare oggetti di metallurgia, ma risultava anche un luogo di tentazione esercitata dalle sue ricchezze se paragonate alla precarietà della vita quotidiana. Nonostante tutto, essa rimaneva un luogo oscuro e misterioso, legato a timori, paure ed inquietudini, che incidevano profondamente nell’immaginario collettivo.

Ma come si è insediato l’uomo nella terra e come ha modificato le sue viscere?

Così come ha costruito in superficie, nel corso del tempo, egli ha perforato il sottosuolo creando “spazi” e lasciando architetture sostanzialmente integre, chiamate Cavità Artificiali. A tal proposito si possono definire cavità artificiali tutti quei manufatti ottenuti attraverso l’asportazione, nel suolo e nel sottosuolo, di terreno o di roccia con l’intento di realizzare un ambiente sotterraneo avente almeno due pareti, una copertura e un piano di calpestio.

La funzione e la forma assolta da un manufatto così realizzato ne determina l’appartenenza a una delle seguenti tipologie:

-architetture a torre,
-architetture scavate verticalmente,
-architetture scavate lateralmente,
-città e villaggi scavati.

Bene, credo che le premesse siano state gettate. Tutto il resto ve lo dirò nei prossimi post.

A presto 😉

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13 pensieri su “La città e il mondo sotterraneo

  1. devo ritornare con calma 😉

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  2. Bene bene…mi piace l’introduzione di questa nuova serie!!! :))

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  3. L’ha ribloggato su alessandrapeluso.

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  4. Benissimo! Nuovo capitolo sull’archittetura ed estremamente interessante.
    Aspetto la prima puntata.

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