Soliloquio in compagnia

Una delle cose che succede quando scrivi sulla tua vita è che educhi te stesso. Andy Warhol

La città e il mondo sotterraneo: Gli aspetti cultuali.

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Parlare delle motivazioni che coinvolgono gli aspetti cultuali è molto più difficile, in quanto il discorso non è per niente circoscritto e potrebbe ampliarsi all’infinito, soprattutto se si pensa alle diverse sfumature di significato, archetipi e simbolismi che le diverse religioni possono offrire.

Cercherò di non trascurare almeno gli aspetti e le visioni più importanti.

Quando si parla di architetture sotterranee l’inconscio rimanda alla nostra mente immagini oscure, lugubri, tenebrose. Si pensa subito al buio, alla sensazione di claustrofobia che tale ambiente suggerisce. Non serve sottolineare come questo il più delle volte corrisponda a verità, ma vedremo come l’intelletto e l’abilità umana abbiano saputo rendere, talvolta, questi spazi molto piacevoli e confortevoli.

Questa ambivalenza è data sostanzialmente da due visioni del mondo sotterraneo, che partono da presupposti totalmente opposti. Vediamo quali sono.

In primo luogo l’architettura sotterranea non era vista dall’uomo troglodita così terribile come si potrebbe pensare. L’uomo preistorico trovava una caverna e, consentitemi la battuta, la arredava. Iniziava a togliere le ragnatele, cacciava via qualche antenato roditore di troppo, inseriva un bel fuocherello al centro, se sapeva già come far schioccare la scintilla, e infine due o tre manate e i muri prendevano quel senso di casa che neanche le nostre gigantografie con le foto di famiglia. Insomma, la caverna e il sotterraneo in generale suggerivano l’idea del grembo materno e come tale egli si sentiva al sicuro dai pericoli esterni. L’homo diventava Humus e si sentiva parte integrante della Madre Terra, senza paure.

albero rifugio

L’albero come simbolo di protezione

Gli studi del feto nel grembo materno, Leonardo Da Vinci, 1513

In questa visione anche la morte non spaventava in quanto consentiva all’uomo di ritornare terra fertile per le generazioni future, cenere, la stessa poi trasformata dalla visione cristiana in qualcosa di più trascendentale. Anche per i miti nordici, le viscere della terra rimangono un luogo fiabesco e magico, a cui si poteva accedere per mezzo di grotte e caverne, il mondo simbolo di un “altrove”, di una dimensione antitetica rispetto al mondo “umano” che spesso si popolava di figure strane, come i Nani, che temevano invece la luce del sole, che poteva trasformarli nuovamente nella pietra da cui erano nati.

Queste idee positive finiscono appena prendono piede le grandi religioni occidentali, a partire dalla mitologia greca, a quella romana per concludersi definitivamente con la religione cristiana. Solo all’inizio di essa e cioè nel periodo della persecuzione, il sotterraneo mantiene il suo carattere positivo, in quanto archetipo di luogo sacro per eccellenza, rifugio e luogo di riunione.

Le visioni negative, come dicevamo prendono vita dai miti delle grandi religioni. La terra non viene vista più come rifugio e come Madre buona e protettiva,  ma come luogo di condanna e dolore eterno. Sotto terra viene posto il regno degli Inferi (ricordiamo, per esempio, la figura di Proserpina o quella di Orfeo). La parola stessa “inferi”, da cui “Inferno”, significa “posto in basso”, “inferiore” ed era il luogo da cui fuggire, perché più ci si addentrava, più si rischiava di venire a contatto con influenze negative e peccaminose. L’uomo stesso, creatura di fuoco e di fango, di materia e di spirito era considerato in costante oscillazione tra il bene e il male, tra alto e basso, tra pentimento, espiazione e redenzione. Fuggire già dal sottosuolo come luogo fisico, significava metaforicamente allontanarsi dal peccato. Dal periodo cristiano poi c’è stata un escalation di immagini negative, veicolate dai romanzi gotici, come per esempio Dracula di Bram Stoker del 1897, Il Castello d’Otranto di Walpole del 1764, La macchina per esplorare il tempo di Wells, dai film, come la saga di Batman, fino ai luoghi comuni più disparati. L’immagine dominante infine è quella che colloca sottoterra le fogne e animali e insetti pochi simpatici, contribuendo a conferire anche l’idea di luogo sporco e malsano.

Ma sarà davvero così? ?

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12 pensieri su “La città e il mondo sotterraneo: Gli aspetti cultuali.

  1. Condivido con te l’associazione che è stata fatta tra la caverna e l’aspetto più negativo, l’antro del male. E pensare che nelle montagne sono state scavate (ed utilizzate) le grotte dall’uomo preistorico per creare i suoi primi luoghi da abitare e finanche “decorate” con i simboli e le pitture propiziatorie della caccia (vedi Altamira tra le più note). Poi la segretezza stessa di quei luoghi divennero ospitali per i cristiani in età romana e ancora una volta decorate… ad un certo punto poi si è fatta pesare molto di più l’accezione negativa; c’era l’Antro della Sibilla (dalle mie parti), l’entrata agli Inferi (sempre di quaggiù); ma poi in alcune zone (penso alla Turchia) o a Matera, le grotte sono state riabilitate per uso abitativo, in una continuità col passato. Probabilmente la grotta è anche un segno di solidità, di certezza e resistenza e quindi di protezione… i sotterranei dei grandi castelli e dei palazzi nobiliari non hanno forse preso spunto da quel mondo sotterraneo??

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    • Sì infatti… purtroppo quello che non conosce fa paura e secondo me molte religioni hanno fatto di queste paure, derivanti dai luoghi bui, un deterrente, in primis la religione cristiana che vi associa l’idea del maligno e di Satana. Ma come citi tu stesso, sia in Cappadocia (nei camini delle fate) di cui parlo nel prossimo post, sia nei Sassi di Matera, di cui parlerò più avanti, questa paura è stata soppiantata da un’esigenza e urgenza abitativa, che ha ridato finalmente al sotterraneo e alla terra il suo connotato positivo di Madre accogliente e protettiva.

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  2. Un breve excursus sul significato di sotterraneo, di caverna e le relative implicazioni ideologiche.
    I miti religiosi vedevano nelle tenebre, e il sottoterra le evoca, qualcosa da sconfiggere con la luce della fede. Il contrasto luce-tenebre ha ossessionato i nostri antenati e in qualche modo ci è stato donato nel nostro mondo.
    Complimenti.

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  3. masticone in ha detto:

    sei diventata una prof…
    🙂

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