Soliloquio in compagnia

Una delle cose che succede quando scrivi sulla tua vita è che educhi te stesso. Andy Warhol

La città e il mondo sotterraneo: Città e villaggi.

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Ed eccoci giunti all’ultimo capitolo del nostro viaggio nel mondo sotterraneo. Comprendo che avrei potuto dire tantissime altre cose, per esempio parlare dei sotterranei di Torino o che ne so di Praga… ma non si sa mai che non lo faccia in futuro, magari quando mi cimenterò con  gli aspetti esoterici dell’architettura.

Per adesso continuo con un genere di architettura, diciamo, più solare almeno nelle intenzioni.

Nell’ultimo post abbiamo parlato delle abitazioni scavate lateralmente. Le città e i villaggi di cui tratterò oggi appartengono sostanzialmente a quella categoria, ma pensata in grande. Mi spiego meglio. In Tunisia o in Spagna le abitazioni erano spesso elementari o qualora fossero più complesse erano destinate ad ospitare solo un nucleo familiare. Quando il desiderio di appartenenza a un luogo e a una comunità ha portato al raggruppamento delle singole abitazioni in complessi più elaborati si sono via via andati a creare intere città e villaggi. Cosa ovvia, dirà qualcuno. Certo, dico io, se siamo abituati a pensare alla città in superficie. Ma pensare che ciò si sia potuto materializzare sotto terra è una cosa abbastanza straordinaria.

I villaggi a parete hanno costituito il modo più diffuso di aggregazione. Spettacolare è il complesso in grotte di Mesa Verde in Colorado, la cui cavità ospitava 217 abitazioni delle quali 23 kivas (costruzioni comunitarie ad uso cerimoniale) in cui abitavano circa 250 persone. Grande attenzione era posta alla ricerca o al riparo dal sole nelle diverse stagioni. Gli insediamenti si trovano all’interno di ampie caverne disposte a sud. La conformazione della roccia ha fatto sì che gli abitanti potessero godere di situazioni climatiche confortevoli sia d’estate che d’inverno. D’estate infatti il villaggio era posto al riparo dai raggi solari alti e bene ventilato dalle correnti di aria fredda, mentre d’inverno era esposto in maniera tale da accogliere i raggi solari più bassi ed evitare le correnti gelide. Il calore inoltre veniva e viene tutt’oggi immagazzinato dalla roccia e dal materiale delle abitazioni e ceduto poco per volta durante la notte, in modo da avere un clima sempre confortevole.  Gli insediamenti sono numerosi e tra questi possiamo citare Spruce Tree House, Balcony House e Cliff Palace. Quest’ ultimo fu trovato per caso nel dicembre del 1888 da due mandriani quaccheri, nel pieno di una tormenta di neve.

Immagine1

Pianta di Cliff Palace, Mesa Verde, Colorado

mesa estate

Mesa Verde, condizioni climatiche estive.

Mesa Verde, condizioni climatiche invernali.

Mesa Verde, condizioni climatiche invernali.

Le tecniche e i materiali da costruzioni sono molto diversi.: adobe (terra e paglia), pietra, pietra e adobe, muratura di pietre ben disposte. A quanto pare, nel XIII secolo gli abitanti, gli Anasazi, si trasferirono verso il fondo dei canyon ed occuparono un gran numero di grotte sui fianchi della falesia per difendersi da tribù più aggressive, anche se in seguito sembra che quella zona sia stata abbandonata a causa dell’esaurimento delle sorgenti d’acqua o per il crollo di qualche parete sovrastante. Adesso tutto il sito è diventato un parco nazionale ed è patrimonio dell’umanità dell’UNESCO.

Cliff Palace, Mes Verde, COlorado.

Spruce Tree House, Mesa Verde, Colorado.

Cliff Palace

Spruce Tree House, Mesa Verde, Colorado.

Interni, Mesa Verde, Colorado.

Interni, Mesa Verde, Colorado.

Cliff Palace, Mesa Verde, Colorado.

Cliff Palace, Mesa Verde, Colorado.

Square Tower House, Mesa Verde, Colorado.

Square Tower House, Mesa Verde, Colorado.

Square Tower House, particolare, Mesa Verde, Colorado.

Square Tower House, particolare, Mesa Verde, Colorado.

Interni, Mesa Verde, Colorado.

Square Tower House, interni, Mesa Verde, Colorado.

Anche l’Italia può vantare un villaggio antico, che ha sfruttato per molti secoli l’occupazione della roccia, Matera. Oggi quasi interamente disabitati, i Sassi ospitavano circa 15.000 persone fino al 1952, quando una legge dello Stato ne decretò lo sfollamento per motivi igienico – sanitari. La struttura urbana di questi quartieri è davvero unica: scavata nel tufo della Gravina di Matera, è costituita da un intricato avvicendarsi di vicoli e scale, di grotte e palazzetti signorili, di archi e ballatoi, orti e ampie terrazze da cui sbucano, improvvisi, i caratteristici comignoli o i campanili di chiese sotterranee. Incredibile è la stratificazione delle abitazioni con le cisterne completamente scavate nelle profondità del terreno e capaci di conservare l’acqua fresca e potabile anche nei periodi più caldi.  Anche qui l’ingegno ha determinato la sopravvivenza di un’ intera comunità in armonia con l’ambiente naturale.

Sassi di Matera

Sassi di Matera

La storia architettonica dei Sassi può essere riassunta in quattro tappe principali:

1. scoperta delle grotte naturali e successivo insediamento;

Grotta, Matera

Grotta, Matera

2. tamponatura della grotta per esigenze climatiche e di privacy;

Grotta tamponata, Matera

Grotta tamponata, Matera

3. costruzione di un lamione, cioè un proseguimento della grotta stessa, realizzato con il materiale derivato dallo scavo. I lamioni erano costituiti da un ambiente con un’unica apertura e volta a botte; avevano una pianta molto semplice a forma rettangolare ed erano costruiti con un rapporto ben preciso, dato dalla “legge del quarto”, le pareti dovevano essere spesse almeno un quarto della luce dell’arco. In pratica era una grotta “costruita” in cui le due tipologie continuavano ad esistere, essendo una il proseguimento dell’altra. In questo modo si occupò tutto il territorio, con un avvicendarsi di costruito, di scavato, di sapienti sistemi per la raccolta dell’acqua, attraverso una trama di canalette, cisterne e grotte che permettevano, oltretutto, un mantenimento stabile del terreno altrimenti a rischio di erosione;

Lamione, Matera.

Lamione, Matera.

4. Nel corso del XVII secolo, dopo le ribellioni contadine ai baroni, iniziò il degrado dei Sassi. Nel 1663 Matera era divenuta capoluogo della Basilicata e sede della Regia Udienza Provinciale. Lo sviluppo che ne derivò portò anche a un eccessivo incremento della popolazione con il conseguente ampliamento degli spazi abitabili. Si costruì ovunque era possibile e di conseguenza scomparvero orti-giardini, stalle, granai e cisterne. Proprio quest’ultime furono trasformate in stanze, facendo defluire l’acqua altrove, ma purtroppo l’umidità conseguente accentuò ancora di più lo stato di degrado e fu il collasso.

Cisterna a campana, Matera.

Cisterna a campana, Matera.

Cisterna abitata, Matera.

Cisterna abitata, Matera.

La storia di questo meraviglioso villaggio si è fermata con lo sfollamento del 1952. Successero anni di dibattiti, riunioni, tavole rotonde, concorsi internazionali. Alla fine del 1993 l’UNESCO dichiarò i Sassi di Matera “patrimonio dell’umanità da tramandare alle generazioni future” e li elencò tra le 395 meraviglie del mondo.

Ed eccoci alla fine del “buio”… arrampichiamoci di nuovo in superficie con le mani a riparare gli occhi dal bagliore del mondo di quassù. Forse adesso anche voi, come me, avete una diversa sensazione nel pensare al mondo sotterraneo, forse nelle vostre menti non comparirà più l’immagine di qualche creatura mostruosa che brancola con le braccia tese a cercare la via o l’idea della miniera come luogo sporco, di lavoro forzato e morte in agguato.

Spero che qualcuno penserà invece alle atmosfere principesche della metropolitana di Mosca, oppure all’intimità di Matmata o ai suoni melodiosi del vento che si insinua nelle cavità dei Camini delle fate a perfezionarne la forma. E potrà pensarlo finalmente come un mondo gioioso, “aperto” in quanto stabilisce continui rapporti con l’esterno, la natura e la vita in superficie. Esso non è un’altra architettura ma una delle tante dimensioni che l’architettura può assumere.

“Pensavo solo che anche le tenebre sono belle. Se sapessi tutto ciò che vi vedono occhi abituati alle loro profondità!… Vedi Harry, occorre esservi vissuti per capire ciò che sento, e che non riesco ad esprimerti!” da Jules Verne, Le Indie nere, 1877.

Per chi volesse approfondire può dare un’occhiata a due libri molto interessanti:

Alberto Arecchi, La casa nella roccia, Architetture scavate e scolpite, Milano 2001.

Società Speleologica Italiana, Commissione Nazionale Cavità Artificiali,Opera Ipogea, Alla scoperta delle antiche opere sotterranee, Genova Vol. 1/ 1999, 2/2000, 2/2001.

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5 pensieri su “La città e il mondo sotterraneo: Città e villaggi.

  1. Spettacolo pirotecnico garantito con botto finale.
    Battute a parte un’altra ottima puntata di questo viaggio interessante nelle viscere della terra.
    Per quanto riguarda i Sassi in questi ultimi anni sono rinati dopo che sono stati restaurati e risanati completamente, diventando un potente polo di attrazione turistica. Le vecchie abitazioni si sono andate progressivamente rianimate e popolate (le abitazioni sono in vendita a prezzi molto bassi con la sola condizione di essere abitate). Ristoranti e negozihanno aperto i battenti nei sassi. Visitandoli pare di essere capitati in altro mondo.
    Complimenti.

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