Soliloquio in compagnia

Una delle cose che succede quando scrivi sulla tua vita è che educhi te stesso. Andy Warhol

Archivi per il mese di “ottobre, 2013”

Su alti sgabelli

Mi sono dissetata dei tuoi occhi
e seguito il profilo del tuo volto con i miei,
rubando all’indice il desiderio del calore della tua pelle,
per farlo diventare speranza,
mentre le tue parole mi consumavano il cuore…
È stato un attimo per te, eternità per me.

A fili tesi

Marionetta,

prendo vita in un tuo sguardo,

nei ricordi,

in un solo tuo respiro.

Quando te ne vai,

rimango esanime,

sullo scaffale della vita

ad attendere un tuo ritorno.

Domani

Domani arriverai in una qualsiasi ora del giorno. E salirai su quella corriera che ti porta fino ai piedi delle montagne, dove le nuvole vanno a sbattere e si mettono a piangere. Ho il cuore pesante e domani sarà una giornata di sole gelido, di quelle che non dimentichi anche se, in compenso, avrai dimenticato davanti alla porta di casa l’ombrello e sai che entro sera l’avresti dovuto aprire per ripararti dal cielo. Non fa niente! Troppo lontano per tornare a riprenderlo e poi tu odi gli ombrelli. Preferisci la brina e la pioggia sui tuoi lunghi capelli a raccogliere gli umori del tempo. Ah, quanto tempo! Potrei contare gli anni passati sui tuoi capelli castani e ancora non esserne mai sazia e bramarne ancora… di tempo.

Le mattine di autunno mi fanno sempre un certo effetto. I brividi sulla pelle mi ricordano che è arrivata l’ora di inscatolare i vestiti estivi e di dare spazio a un nuovo inverno o forse di più lo ricorda il colore variopinto dei miei capelli, che come foglie al vento si posano sul pavimento. E allora domani aprirò le finestre per far respirare alle stanze gli avanzi dell’estate, mi scrollerò di dosso la polvere della notte e scapperò da queste mura a rifugiarmi in altre più affollate. Un po’ per dovere, un po’ per paura.

Domani arriverai in una qualsiasi ora del giorno. Io mi vestirò leggera e se i tuoi sguardi mi troveranno sarò libera di tremare, non solo per il freddo. E tu non ti accorgerai di niente e scambierai i miei occhi lucidi per un inizio di influenza e non per l’emozione violenta.

Sto pregando affinché tu non chiami, non sono ancora pronta per l’esame, ho ancora qualche difetto da limare.

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