Soliloquio in compagnia

Una delle cose che succede quando scrivi sulla tua vita è che educhi te stesso. Andy Warhol

I Santuari “Solari”

Inizia da qui.

Come anticipato nel precedente post, a Stonehenge erano presenti degli “episodi” architettonici che avevano la funzione di introdurre al monumento e di renderlo adatto al culto solare.

Per poter proseguire con le nostre considerazioni, vediamo uno per volta  questi elementi .

La pianta del sito.

Gli argini e il fossato: il fossato era utilizzato per le osservazioni del sole, della luna e delle stelle, mentre gli argini fungevano da orizzonti artificiali e servivano per eliminare il riverbero della luce. Il tutto veniva realizzato con una tale perizia che da alcuni punti, per effetto ottico, gli elementi si andavano a sovrapporre, mostrando all’occhio dell’osservatore una struttura compatta;

I pali in legno: le numerose fosse per pali, chiamate anche fosse di Aubrey dal loro scopritore, furono ritrovate sulla via d’accesso al monumento e al suo interno. I pali che venivano posti nelle fosse servivano per l’osservazione del sole al tramonto ai solstizi e della luna calante.

Gli argini, il fossato e le fosse di Aubrey.

La Heel Stone: attualmente inclinata, è circondata da un fossato circolare indipendente da quello della  principale via d’accesso al sito, la Avenue. La Heel Stone fu chiamata così perchè sembra un piede umano.

La Heel Stone.

I triliton di pietra sarsen: i triliton insieme agli elementi verticali in pietra sarsen sono i componenti più conosciuti del complesso. Il nome “triliton” designa semplicemente una coppia di pietre verticali sormontata da un singolo architrave. I grandi triliton erano originariamente cinque, disposti a ferro di cavallo e lavorati per seguire la curvatura data all’intera struttura.

I triliton di pietra sarsen.

L’anello dei sarsen: gli elementi verticali di pietra sarsen, lavorati a sezione rettangolare, sostenevano un anello continuo di architravi accuratamente livellati e ad altezza costante per tutto l’anello. La facciata trattata con maggior cura era generalmente quella rivolta verso l’interno.

L’anello dei sarsen

Le pietre posizione: erano spesso associate alle pietre d’entrata. Lo studioso Flinders Petrie fu il primo a rendersi conto che le pietre posizione o pietre segnale giacevano simmetriche rispetto all’asse del monumento incrociandosi visivamente a 45°. Da queste pietre, chiamate anche Station Stone, si poteva osservare il tramonto della luna.

Le pietre posizione

In primo piano una “station stone”.

La Altar Stone o pietra “altare”:  è la più grande delle pietre non originarie della regione e veniva utilizzata come “pietra orizzonte” da cui osservare i fenomeni celesti.

La Altar Stone.

La Slaughter Stone: presentava un architrave, che come altri presenti nel complesso, serviva per delimitare delle “finestre” di osservazione e per schermare il riverbero.

La Slaughter Stone in primo piano e la Heel Stone sullo sfondo

Tutti questi elementi inizialmente avevano fatto pensare agli studiosi che le osservazioni del sole avvenissero una volta entrati all’interno del circolo. Nello specifico si pensava che dal centro del monumento si potesse vedere sorgere il sole sopra la Heel Stone, la pietra d’entrata, nel giorno più lungo dell’anno.  Recenti e più accurate ricerche hanno modificato tale credenza, soprattutto dopo lo studio di monumenti antecedenti come, per esempio, i tumuli lineari. Tali tumuli, presenti nelle zone vicine al sito di Stonehenge, erano formati da un cumulo in terra o in altri materiali con una struttura architettonica riconoscibile. Erano concepiti come una struttura sepolcrale e circondati da fossati con un recinto lineare. Servivano per formare un orizzonte artificiale, che permetteva di osservare i fenomeni celesti contemporaneamente da più persone coinvolte nel rituale. Da qui a capire che a Stonehenge le osservazioni celesti venivano effettuate da fuori verso dentro e che gli architravi sostituivano i fossati per creare orizzonti artificiali il passo fu breve. Inoltre si scoprì che la Heel Stone negava la visibilità del sole dall’interno del monumento verso l’esterno, confermando l’ipotesi dell’osservazione “da fuori”. Dalla Heel Stone dunque era possibile guardare l’orizzonte artificiale verso l’interno in due modi e per due scopi differenti: un modo era accucciandosi ai suoi piedi per guardare il sole al solstizio d’inverno e l’altra dalla sua sommità, serviva a guardare la luna. A causa della particolare posizione che l’osservatore assumeva si è supposto che l’osservazione del fenomeno celeste coinvolgesse una sola persona per volta, che era anche preposta all’interpretazione del messaggio visivo.

Ci si può chiedere se ciò testimoni l’istituzione di una prima forma di sacerdozio, fondato sull’autorità della cultura in geometria celeste. D’altra parte, l’attribuzione della funzione di santuario a Stonehenge è confortata proprio dalla organizzazione dei punti di osservazione e dalla presenza di quegli elementi, quali l‘Avenue e le pietre posizione, che sembrano suggerire possibili processioni rituali, in cui i pilastri di pietra, posti in punti ben precisi della costruzione, avrebbero potuto servire a diverse esigenze, quali per esempio:

  • avere associazioni cosmiche;
  • ricordare “il culto rivolto all’albero del mondo”, per il quale il pilastro infisso poteva rappresentare simbolicamente tale albero, le cui radici scendevano nel mondo sotterraneo oppure
  • avere la funzione di proteggere le aree sacre da quelle profane, ponendo il limite oltre il quale unicamente pochi eletti potevano accedere.

Ma si sa che queste rimangono comunque solo delle ipotesi, seppure molto affascinanti. Tanti sono stati gli studiosi e i teorizzatori interessati al complesso megalitico, che si sono avvicendati a darne i significati più disparati. Mi chiedo se mai la curiosità umana possa trovare il modo di scioglierne il  mistero.

Testimoni del culto solare, però, non furono solamente le popolazioni preistoriche. Mi piace ricordare quanto in Egitto il sole occupò un ruolo preminente nella religione ufficiale, tanto da assumere, secondo la sua posizione sull’orizzonte, nomi sempre diversi; si diceva che esso fosse “Khepri al suo levarsi, Rà al suo culmine e Atum la sera.

… Ma questa è un’altra storia …. al prossimo post! ciao 🙂

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4 pensieri su “I Santuari “Solari”

  1. Stonehenge mi ha sempre affascinato ed il suo fascino probabilmente risiede proprio nell’incertezza della sua definizione. Ė uno spettacolare esempio di architettura megalitica all’aperto, affascinante lungo lo scorrere delle ore!

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  2. Molto dettagliato e interessante è questa cronistoria di Stonehenge, forse il più famoso sito preistorico.
    Dovizia di particolari, espressi con chiarezza, molte immagini per illustrare il complesso architettonico.
    Insomma una lettura piacevole e istruttiva.
    Alla prossima
    Un grande abbraccio

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