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L’ ”ordine universale” nella configurazione della divinità a Tebe – 3° parte

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Luxor e Karnak, come affermato nel post precedente, rappresentavano i maggiori templi, concepiti come santuari veri e propri, l’uno la conseguenza e la prosecuzione dell’altro.

Per quanto riguarda Luxor, è stato possibile individuare quattro fasi costruttive.

La prima fase era costituita dal tempio coperto, che era suddiviso in due parti diseguali, la più lunga delle quali, verso Sud racchiudeva i santuari segreti, mentre la più corta, a Nord, comprendeva la sala ipostila, il cui tetto era sorretto da 2 volte 16 colonne. Le proporzioni di questo primo stadio evolutivo, secondo la teoria dell’ingegnere Schwaller de Lubicz, corrispondeva al bambino alla nascita. La successiva costruzione di Amenhotep III fu caratterizzata dall’aggiunta al tempio coperto di un cortile peristilio quadrato più largo del primo edificio, circondato da un portico costituito da una doppia fila di 64  colonne. Durante  la costruzione egli soppresse la lunga rampa che, prima di questo sviluppo, conduceva al santuario, segnando così la crescita del tempio, che corrispondeva in questa fase a un bambino di 6-7 anni, decretando la fine dell’infanzia. Nella terza fase di costruzione di Amenhotep III, al cortile peristilio si aggiunse, questa volta costruito in lunghezza, il grande colonnato di Amon, la navata, che comprendeva una doppia fila di 7 colonne, con capitelli a corolle sbocciate. Questo doveva ricordare il periodo della brusca crescita degli arti inferiori (12-13 anni). Infine, il periodo ramesside continuò la costruzione del tempio, in larghezza, con l’aggiunta del cortile, fortemente spostato rispetto all’asse, affiancato sui quattro lati da una doppia fila di 74 colonne. Questa ultima fase rappresentava l’età adulta.

luxor

CRESCITA DEL TEMPIO: Fasi di trasformazioni della pianta dell’edificio, Luxor.

Oltre alla corrispondenza con le proporzioni dell’uomo, l’ingegnere Schwaller de Lubicz ha trovato un’altra caratteristica del tempio, che coincide con il fenomeno di crescita umana, cioè il modo irregolare di espansione.

“ L’evoluzione dell’organismo non avviene in maniera regolare e continua, ma procede per fasi alterne di riposo e brusche crescite. Il ritmo di queste alternanze fa sì che le ossa si allarghino diametralmente per sei mesi e si allunghino per gli altri sei”. 

Secondo la sua opinione, l’alternanza di allungamento e ispessimento era presente anche nel tempio di Luxor, che rappresentava l’uomo come opera del creatore e come immagine del cielo: “ l’uomo è l’Universo, perciò lo si prenderà a modello in quanto riflesso del dio creatore. Tutta l’opera della creazione sta nell’uomo, metti l’uomo al suo posto nel Tempio ”.

crescita

ALTERNANZA DI ALLUNGAMENTO E ISPESSIMENTO: Relazione del tempio col corpo umano.

Il tempio di Luxor rendeva così omaggio all’imperatore, suprema immagine divina e prima creatura discendente da Amon, attraverso le immagini incise sui suoi muri, che avendo una funzione didattica e celebrativa, descrivevano quest’intima e celeste unione. Una prova di ciò è stata trovata su un architrave del peristilio, in cui un’iscrizione dichiara che “il tempio è il luogo della nascita del Re”. Questo ha spinto lo studioso a cercare tale nascita, nella sala IX, dedicata alla teogamia. Al suo interno è stata trovata una raffigurazione della regina Mut, nella barca, al momento del parto e la conferma di quanto riportato nell’iscrizione. La sala IX ha, inoltre, rivelato due particolarità nel muro che la divideva dalla stanza IV, conosciute come casi di trasparenza e trasposizione. Per chiarire meglio si intende per trasparenza la caratteristica dei muri all’interno dei templi (anche se spesso è stata usata nei papiri) che consisteva nel rappresentare su una faccia della parete un’immagine che era in relazione con quella presente nella faccia opposta. Questa relazione veniva compresa attraverso l’uso di una pietra, posta trasversalmente, che passava lo spessore del muro stesso e su cui veniva spiegata la lettura delle immagini. Se il muro fosse stato di vetro si sarebbe potuto vedere, tracciato dietro, un segno o una figura che riempivano un vuoto lasciato davanti. Le trasparenze dunque permettevano di completare un’idea. Parallelamente alla trasparenza, nella “scrittura architettonica” troviamo anche il fenomeno detto trasposizione, che era un’evocazione. Per esempio un’attività o un gesto di un personaggio regale da un lato di un muro era spiegata da un oggetto scolpito dall’altro lato, sull’altra faccia della pietra e posto in modo da servire come asse di stabilità o di movimento al personaggio, ricordandosi che la lettura doveva avvenire andandogli incontro. La trasposizione era la proiezione di un’immagine sulla sua parete opposta.  Dunque ritornando alla raffigurazione sotto la barca di Mut, nella sala IV, una pietra su cui è ancora oggi inciso l’uccello Mut, attraversava il muro e portava sulla faccia della sala IX un’iscrizione che esaltava la regina in quanto vivificatrice e generatrice. Nella sala IX sopra questa pietra è rappresentata la scena del parto: la regina è seduta su un trono cubico, le due braccia sono sostenute da due Neter femminili e di fronte a  lei  stanno  due  principi  femminili, uno dei quali attende il bambino che sta per nascere e l’altro porta il suo Kâ in braccio: è la nascita simbolica del Re. In questo esempio di trasparenza, la sola pietra, che attraversa realmente lo spessore del muro, è quella su cui è inciso il testo concernente la nascita.

trasparenza

TRASPARENZA E TRASPOSIZIONE

Nel tempio egizio dunque tutto aveva un significato, tutto è l’immagine di un simbolo. Azione e reazione, entrare e uscire, aprire e chiudere è tutta la storia occulta del tempio di Amon. Tutto ha una lettura allegorica ed esoterica persino le fessure, le iscrizioni o le sculture: queste ultime in incavo significano entrare, mentre le stesse in rilievo significano uscire. Infatti, per fare un esempio, nella grande sala ipostila tutti i quadri della metà Nord sono in bassorilievo, mentre quelli della metà Sud sono scolpiti in incavo: sulla faccia interna dell’ala Nord del secondo portale, la barca di Amon rimorchiata dalla barca pilota si dirige verso Sud, cioè verso Luxor: le barche sono in rilievo e quindi escono dal tempio; sulla faccia interna dell’ala Sud del portale, la barca è rappresentata in incavo, quindi rientrano nel tempio.

Possiamo fare ancora un altro esempio: sulla faccia interna dell’ala Nord del portale suddetto, nel secondo registro, sono rappresentate solo delle scene di offerta. Invece a Sud, sempre nel secondo registro, si svolge tutto il rituale di fondazione. A Nord, dunque, in rilievo venivano descritti i principi religiosi, mentre a Sud in incavo le realizzazioni.

Esempio di INCAVO : le realizzazioni. Corsa del toro Apis davanti al naos della barca per il rito di inaugurazione del tempio (Da: R.A. Schwaller de Lubicz, I templi di Karnak, Roma 2001).

Esempio di INCAVO : le realizzazioni. Corsa del toro Apis davanti al naos della barca per il rito di inaugurazione del tempio.
(Da: R.A. Schwaller de Lubicz, I templi di Karnak, Roma 2001).

Esempio di RILIEVO : i principi religiosi. Sethi I inginocchiato davanti a Ra nel suo naos, seguito da Sekhmet (Da: R.A. Schwaller de Lubicz, I templi di Karnak, Roma 2001).

Esempio di RILIEVO : i principi religiosi. Sethi I inginocchiato davanti a Ra nel suo naos, seguito da Sekhmet
(Da: R.A. Schwaller de Lubicz, I templi di Karnak, Roma 2001).

Dunque l’architettura del luogo del culto non veniva concepita semplicemente  come soluzione funzionale, ma esprimeva l’ispirazione, l’esaltazione del principio divino che ne aveva dettato la realizzazione. E’ qui utile ricordare come le esigenze liturgiche per cui si incidevano i muri, li si dotava di significati segreti o per cui si allargavano o si modificavano i templi, fossero talvolta solo evocative e non dettate da cerimoniali particolari o da una reale esigenza di ampliamento dello spazio, in quanto questo non rappresentava un luogo di sosta, dove il fedele potesse assistere ad una funzione religiosa, ma un passaggio, consentito solo a pochi eletti e alla barca sacra.

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3 pensieri su “L’ ”ordine universale” nella configurazione della divinità a Tebe – 3° parte

  1. Mi ha appassionato la lettura di parte dove descrivi la nasciata di un tempio e il suo sviluppo.
    Veramente interessante è il parallelismo con l’uomo e il suo corpo.
    Atendo con curiosità e impazienza la prosecuzione di questo, per me, stimolante pezzo.
    Un grande abbraccio

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    • beh che dirti, grazie mille. Quando ho scoperto questo grande studioso indipendente, Schwaller de Lubicz, sono rimasta affascinata dal suo immenso studio e dalle teorie nuove e spesso contrastanti con quelle dell’egitologia ufficiale. A Zahi Hawass infatti non piaceva molto… e gli ha messo parecchi bastoni tra le ruote per non far accettare al grande pubblico le sue ipotesi antitetiche alle proprie. Ma per me Schwaller rimane unico…

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