Soliloquio in compagnia

Una delle cose che succede quando scrivi sulla tua vita è che educhi te stesso. Andy Warhol

Archivi per il mese di “marzo, 2014”

Solo il tempo di una fermata

Caffè Letterario

images (12)Chiara si accomodò sul sedile accanto al finestrino. Lo scompartimento era quasi vuoto. La luce del mattino faceva capolino tra le poche tendine che riuscivano a rimanere chiuse, mentre sprigionava tutto il suo bagliore attraverso i  vetri sporchi, a cui le tende erano state strappate vie. A Chiara piaceva il taglio che prendevano i raggi a quell’ora e i giochi di luce che formavano sulla tappezzeria marrone. Seguì per un po’ il segno luminoso con il dito, poi voltò la testa dal lato del finestrino e si perse a rincorrere con gli occhi le case, gli alberi, i campi, qualche cane col muso appoggiato al cancello, le sbarre dei passaggi a livello con le biciclette in attesa, la biancheria stesa a prendere l’ossigeno del nuovo giorno, i suoi occhi riflessi. Nel momento di massima concentrazione, un tonfo sordo,  che annunciò l’ingresso in una galleria, la fece sobbalzare. Sullo sfondo scuro…

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Il giorno dopo

E’ il giorno dopo il pugno allo stomaco,

quando i muscoli sono tornati al proprio posto

e vengono fuori i lividi

quando il campo è vuoto

pieno di macerie

della polvere sparsa

di pensieri in rovina

del conto delle vittime

a fare male.

Non senti la faccia livida, le mani ferite

né il cuore a pezzi

il giorno  della ferocia

dei piedi in testa alla razionalità.

E’ in quello dopo che 

si vede chi ha maggior coraggio.

Nel silenzio.

Della notte.

Vita

Ho visto un’auto, sotto casa mia, ordinata con gli interni tirati a lucido e una bottiglietta di tè bevuta a metà, inserita nel portabottiglie. Ho subito pensato “wow, magari averne una così immacolata!”, ma dopo ho immaginato che un’auto così non avrebbe le ditate di D. che hanno tracciato un disegnino a forma di fiore sul finestrino appannato, non avrebbe il pane sbriciolato di E. a far da tappeto soffice a chi si siede dietro, le bottigliette all’interno della tasca posteriore del sedile, che servono nei momenti del “Mamma! Ho sete!” mentre guido, non avrebbe le ciabattine da mare bianche brillantinate, perché “meglio lasciarle lì che non si sa mai e poi fanno estate”, non avrebbe i CD accatastati nelle portiere, perché la musica non solo non deve mancare, ma noi siamo esigenti e  la dobbiamo cambiare spesso in base all’umore della giornata… non avrebbe coperte, giubbotti, fogli, matite, piccoli giocattoli, borse da ginnastica, figurine, qualche fazzoletto, insomma sarebbe un’automobile perfetta … ma senza segni di vita!

E io la vita la voglio sentire!

Le tecniche del cinema digitale parte II

Le tecniche del cinema digitale

Dall’animazione al cinema

Breve storia delle immagini in movimento

Come se fosse la mia ultima notte…

Stasera va così…

Come se fosse la mia ultima notte….

Il Cinema nell’era digitale

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