Soliloquio in compagnia

Una delle cose che succede quando scrivi sulla tua vita è che educhi te stesso. Andy Warhol

Archivi per il mese di “maggio, 2014”

Soggezione ed esaltazione del fedele

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Cose da evitare

Dovrei evitare le parole:

vorrei

ricordi/ricordare

sorriso

sempre

pelle

sguardo

sensazioni

desiderio/desiderare

spazio

tuo /mio

promesse

coincidenze

pensieri

parole

respiro

primo/ ultimo

cuore

occhi

tempo

scelte

sentimenti

amore

… te

Dunque riscriverla così:

Dirti che il mattino, dopo il sole tra le fessure delle persiane c’è un nuovo inizio. La schiena liscia che disegna ombre sul materasso girarsi per lasciare posto all’accenno di barba che circonda. Conosco a memoria i lineamenti ma senza addosso le carezze appese alle dita. Potrei stare ore a posare il viso tra il collo e la spalla e sentirmi avvolta e sentirmi. Pantaloni e magliette scomposte a coprire sedie e pavimenti, io maniaca dell’ordine, a fregarmene di tutto pur di averti qui. Annusare aria carica che sfiora in un rosario di  esclusività, unicità, essere, banalità di gesti bambini, che ti smuovono e annaffiano di rugiada d’alba, dimenticarmi dell’età, dei ruoli, delle responsabilità, della distanza, che non hanno coinciso, sbagliati, dei giorni piovosi, di altre gambe che hai accarezzato, mai compromessi, della reticenza. Non è immaturità, è solo non espresso, non compiuto, colpevole delle restrizioni imposte che non ho saputo fare attendere. Essere intera è monca.

Evitare tutto ciò che ti appartiene:

Dire che il mattino, dopo il sole tra le fessure delle persiane c’è un nuovo inizio. Disegna ombre sul materasso girarsi per lasciare posto. Conosco a memoria. Potrei stare ore a posare il viso e sentirmi avvolta e sentirmi. Pantaloni e magliette scomposte a coprire sedie e pavimenti, io maniaca dell’ordine, a fregarmene di tutto. Annusare aria carica che sfiora in un rosario di  esclusività, unicità, essere, banalità di gesti bambini, che smuovono e annaffiano di rugiada d’alba, dimenticarmi dell’età, dei ruoli, delle responsabilità, della distanza, che non hanno coinciso, sbagliati, dei giorni piovosi, mai compromessi, della reticenza. Non è immaturità, è solo non espresso, non compiuto, colpevole delle restrizioni imposte che non ho saputo fare attendere. Essere intera è monca.

Rimuovere ogni sensazione e senso di colpa:

Dire che il mattino, dopo il sole tra le fessure delle persiane c’è un nuovo inizio. Disegna ombre sul materasso girarsi per lasciare posto. Conosco a memoria. Pantaloni e magliette scomposte a coprire sedie e pavimenti. Annusare aria carica che sfiora in un rosario di esclusività, unicità, essere, banalità di gesti bambini, che non hanno coinciso, dei giorni piovosi, mai compromessi, della reticenza. E’ solo non espresso. Essere intera.

Tutti i verbi:

Il mattino, dopo il sole tra le fessure delle persiane un nuovo inizio. Ombre sul materasso. Pantaloni e magliette scomposte,  sedie e pavimenti, io.  Aria carica  in un rosario di  esclusività, unicità, banalità di gesti bambini, di rugiada d’alba,dell’età, dei ruoli, delle responsabilità, della distanza, dei giorni piovosi, mai compromessi, della reticenza. Non immaturità, delle restrizioni imposte. Intera.

Aggettivi e avverbi:

Il mattino, il sole tra le fessure delle persiane un inizio. Ombre sul materasso. Pantaloni e magliette,  sedie e pavimenti, io.  Aria in un rosario di esclusività, unicità, banalità di gesti, di rugiada d’alba,dell’età, dei ruoli, delle responsabilità, della distanza, dei giorni, della reticenza. Non immaturità, delle restrizioni.

Tutte le parole accentate:

Il mattino, il sole tra le fessure delle persiane un inizio. Ombre sul materasso. Pantaloni e magliette,  sedie e pavimenti, io.  Aria in un rosario di gesti, di rugiada d’alba, dei ruoli, della distanza, dei giorni, della reticenza. Non restrizioni.

Tutto quello che è superfluo e mi rende logorroica:

Il mattino il sole tra le fessure delle persiane, un inizio. Ombre sul materasso. Pantaloni e magliette,  sedie e pavimenti, io. Aria di rugiada d’alba. Non restrizioni.

 

Così va meglio!

 

 

Cose da dirti

Dovrei dirti che vorrei, il mattino dopo, il sole tra le fessure delle persiane a ricordarmi che c’è sempre il tempo per un nuovo inizio. Vorrei la tua schiena liscia che disegna ombre sul materasso girarsi per lasciare posto all’accenno di barba che circonda il tuo sorriso. Conosco a memoria i tuoi lineamenti ma senza la sensazione del tuo sguardo addosso e le carezze appese alle tue dita. Potrei stare ore a desiderare di posare il mio viso nello spazio che hai tra il collo e la spalla e sentirmi avvolta e sentirmi in te. Vorrei pantaloni e magliette scomposte a coprire sedie e pavimenti, io maniaca dell’ordine, a fregarmene di tutto pur di averti qui. Annusare aria carica del tuo respiro che sfiora la mia pelle in un rosario di promesse. Vorrei pensieri e parole, vorrei amore, vorrei esclusività, unicità, vorrei essere il primo e l’ultimo pensiero, banalità di gesti bambini, che ti smuovono il cuore e annaffiano gli occhi di rugiada d’alba, vorrei dimenticarmi dell’età, dei ruoli, delle responsabilità, della distanza, delle coincidenze che non hanno coinciso, dei tempi sbagliati, dei giorni piovosi, di altre gambe che hai accarezzato, dei cuori mai compromessi, della reticenza dei sentimenti. Non è immaturità, è solo amore non espresso, non compiuto, colpevole delle restrizioni imposte e delle scelte che non ho saputo fare attendere. Il mio essere intera è sempre monca di te.

I luoghi di culto quotidiano: i destini di Roma

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Iniziazione ed ordinamento

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Le immagini assordanti della nebbia

Dita che si cercano tra la folla, che si annodano per suggellare patti con la vita. Mani di madre e di figlia, legame indissolubile, mentre tutto scorre ed è confusione di voci di gente estranea… Camminiamo sorridenti insieme a gambe paterne che hanno deciso di funzionare, scrostate dalla ruggine formatasi per colpa di personali diluvi universali. La sensazione di sentire alle spalle i tuoi passi che seguono i miei e voltarsi per incontrarti vestito del tuo sorriso migliore, senza lo sguardo violentato dalla malizia del mondo.  Sei ritornato da nebbie di sogno. Hai risvegliato memorie che avevano deciso di suicidarsi dopo l’ultimo mio passaggio. Ero convinta di aver voltato pagina e averti perso tra le righe di desideri impossibili e fantasie di voli pindarici. Vivere finalmente capitoli sereni perché orfani di te. Non avevo previsto il vento capriccioso che ha fatto danzare le pagine all’indietro, dove ti ho trovato spuntare come un piccolo quadrifoglio dormiente tra le pieghe del mio cuore.

La pelle ti reclama per scacciare l’ossessione del tempo,

perduto.

 

Percorsi dell’iniziazione: segreti ed esoterismi cultuali.

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