Soliloquio in compagnia

Una delle cose che succede quando scrivi sulla tua vita è che educhi te stesso. Andy Warhol

Archivi per il mese di “luglio, 2014”

Contare

Mi conterò i capelli perché ho finito i pensieri, che in fondo era uno su tutte le dita e rispondevano al tuo nome, perchè ancora una volta ti sei portato via le mie parole, che sono nate tue. Mi metterò lì in un angolo e aspetterò e mi chiederò perchè non tiri fuori dalla manica qualche stupore, qualche meraviglia che mi faccia sentire preziosa, che mi dia un sapore di cosa speciale, mai vista, da tenere in tasca per non perderla. Conterò i tuffi, nel profondo, che superano la cassa toracica e arrivano in gola e fanno pungere l’anulare destro, che è così lontano dal cuore da non capirne il nesso. Conterò tutte le volte che ho pensato che il mio modo di essere e di apparire non è mai abbastanza per tracciare un solco nelle tue profondità e nascondermi dentro fino a morire e a germogliare. E che prima o poi una pianta straniera attecchirà e sarà tutto perduto.

Nonostante quello che ho mi riempia per due volte, il vuoto ha diversi volti e troppe volte mentre sorrido cerco il tuo senza trovarlo, e mi ritrovo tra le labbra queste parole: “vorrei che fossi qui o io lì, cosa mi sto perdendo? cosa ti stai perdendo?”

Perchè non abbiamo ricordi. Perchè non abbiamo ricordi?

La pioggia sapeva

Fragore, stridore, secco rumore di tuono

di contorcersi di lamiere in un abbraccio brutale

che invece è un pugno

allo stomaco alla schiena alla testa

al tuo corpo che oscilla

nel silenzio attonito del dopo.

Immobili aspettano le nuvole il tuo tragico afflato

la pioggia è rimasta sospesa

sull’ultima diapositiva dei tuoi occhi

veli pesanti

sulle gioie dei tuoi brevi anni.

Niente pace stanotte

né in quelle che verranno

per la carne familiare sopravvissuta all’affanno.

Scroscio di cielo di lacrime di madri

nessuna ragione acquieta il dolore

per  la tua vita strappata

dalla violenza della strada.

 

Riposa in pace C.A.

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L’amore accade 

Ho messo insieme i tasselli della tua esistenza come pietre accatastate a fare trincea, così puoi mimetizzarti meglio mentre mi difendo sparando per prima. Sembriamo due soldati su fronti opposti, a farci battaglia nel bagliore di un’esplosione devastante, a contarci la pazienza e la resistenza. Inizio ad avere un’andatura stanca nell’attesa della tua resa. Ti sei ripiegato in te stesso più volte come un origami che non so comprendere. E ogni piega ti rafforza, proteggendo le tue debolezze alla mia vista estranea. Ho abbassato gli occhi. Ho un foro sulla giacca, getto le armi, vengo a te mani al cielo, il cuore mi è scivolato di dosso… non so spiegarlo, ma talvolta l’amore accade.

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Cosa si cela dietro “Il Signore degli Anelli”? parte III

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In bilico

Scioglimi il respiro attorcigliato

in gola

seda i muscoli tremanti

dammi pace

nel buio della notte e

in quello dei miei pensieri

ammuffiti

da appendere fuori dalla finestra a prendere aria.

Equilibrista in bilico sul filo dei sogni

a braccia aperte

in una mano la mente e nell’altra il cuore

anelo a te

gravata da tutto ciò che provo.

Inerme

inutile

svuotata

ti offro la mia anima nuda

mentre tu sei lontano

ma se solo i tuoi occhi mi desiderassero

mi ci riverserei come fiume nel mare

e se solo allargassi le braccia

e mi facessi entrare

mi ci rifugerei dentro

come feto nel ventre materno

per rinascere migliore.

Lascerei cadere nell’abisso la ragione

perché più a niente servirebbe

se avessi te.

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