Soliloquio in compagnia

Una delle cose che succede quando scrivi sulla tua vita è che educhi te stesso. Andy Warhol

Ad Ottobre 

Una giacca leggera a coprirmi dai capricci del tempo. Le strade lastricate che giocano con i miei tacchi e talvolta mi chiedono di restare, tra una fuga e l’altra come sopra un pianoforte, bianco o nero, bianco e nero. Io dondolo il piede, mi soffermo su un giro armonico di Do, in fondo io do sempre, ricevo poco, butto indietro il pensiero appiccicato a una ciocca di capelli, sorrido e accelero il passo. Mi dirigo dove il vociare si sente più forte nella scansione delle ore. Tante voci che ne fanno una sola, colorata, forte, piena di futuro. E’ musica, dove tutti sentono un frastuono. E’ la vita che prende vita, è cartilagine che diventa ossa. Ancora pochi l’hanno capito che si ottiene di più con la dolcezza, dove tutti usano il forcone. A rivoltare le zolle di un terreno incolto siamo bravi tutti, a rivoltare gli animi ci vuole passione e la dedizione di un contadino a cui è stato bruciato il raccolto. Il raccolto c’era, il seme aveva attecchito, la pianta stava crescendo nel terreno fertile, ma una mano crudele ci ha passato sopra il fuoco, la sofferenza delle foglie che si attorcigliano in un atto di ribellione, che si tramuta in rassegnazione. Quando tutto si spegne, si sente la disperazione, tutto sembra perduto, rimane la cenere. Ma dalla cenere si ricostruisce. La si sparge un po’ dappertutto, si fa in modo che penetri a fondo, che fertilizzi di nuovo, che rinfreschi dal dolore e purifichi. E con la fiducia si prepara il terreno a un qualcosa di nuovo, che darà nuova pianta e nuovo raccolto. Diverso dal primo perché arricchito dal ricordo delle fiamme. E poi si eliminano le erbacce, si raddrizza qualche stelo, si affina la pazienza sperando che piova.

Attenderò le cadute, il bianco sterile, il freddo ostile. Si rinasce. Dopo aver assecondato il dolore, grazie a chi ti strappa alla morte apparente e ti rimette in grembo al mondo. Con la fatica. Con le unghie. Con il rischio del rigetto.

Sempre.

Ma adesso è ancora Ottobre.

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7 pensieri su “Ad Ottobre 

  1. Riflessioni sul senso della vita, sul come procede. Però c’è anche la voglia di superare l’ostilità del mondo, di rinascere a nuova vita ma il cammino è ancora lungo

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  2. Mi piace tanto , davvero 😉

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