Soliloquio in compagnia

Una delle cose che succede quando scrivi sulla tua vita è che educhi te stesso. Andy Warhol

Archivi per il mese di “novembre, 2014”

Mal di testa.

I pensieri mi schiacciano al cuscino

-la testa di solito è più libera al mattino

tranne oggi-

e si attardano come nuvola sopra di me.

Immagino che spariscano

appena tiro su la testa

uno scoppio di palloncini d’acqua

e gocce a rallegrare l’aria

e invece la sensazione non cambia.

L’empatia uccide, non te l’hanno detto?

No, amore mio, nessuno me ne aveva parlato.

E credo che tu sia lontano perché

tutto questo groviglio altrimenti

non si spiega.

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Da ” Molto forte, incredibilmente vicino”

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Sarà che lo ritengo forse il più bel libro letto in vita mia, il più formativo a livello intimo e stilistico, dove ogni pagina è un condensato di emozioni, sarà che le parole hanno per me un significato enorme e ancora di più i silenzi, sarà che qualcuno diceva che ” di una mente non ti liberi neanche chiudendo gli occhi”… Sarà che è meglio non ascoltare la voce che sparla all’orecchio sinistro, perché dice un sacco di bugie e tu ci vuoi anche credere!

Sui battiti e sui cincillà (e anche questa è fatta!)

Quando ogni frase mi fa perdere un battito e

l’euforia rimane in vena per diversi giorni,

così come il sorriso che mi allarga il viso,

penso

che le parole e gli attimi da dedicarti non saranno mai abbastanza.

Per quanto riguarda i cincillà c’è poco da dire,

la femmina desidera le coccole del dopo,

ma il maschio preferisce farsi una sigaretta

decantando le sue prodezze sessuali.

Ed è sempre la stessa storia!

 

😀 😀 (essendo una scemenza, questo post si autodistruggerà appena lo leggerai… !)

 

 

Vicino come

Vorrei che mi stessi vicino

come la lacrima alla guancia

prima di cadere,

come l’ultima stella al suo cielo

prima di far spazio al mattino

tanto avvinta da aggrapparmi

quanto audace di scegliere

se bagnarti o asciugarti

se rimanere o eclissarmi.

Così vicino da respirarti

nello stesso mio respiro

riconoscendo nel fiato tuo

quello mio.

Un’eccellenza italiana: la Scuola Mosaicisti del Friuli.

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Un’eccellenza italiana: la Scuola Mosaicisti del Friuli.

Supposizioni di viaggio.

Quando andrai al di là del parallelo lungo

che separa il nostro mondo da quello di uomini a testa in giù,

fissa per qualche attimo la luce che pervade quel cielo,

chiudi gli occhi

e sarò lì a vederne il colore, a coglierne il tepore

attraverso le tue palpebre abbagliate dal rosso.

E quando il tuo piede cercherà nuovi equilibri su strade deserte

e il tuo sguardo nuovi orizzonti per smuoverti il cuore,

togli dallo zaino le mie parole e

volgi indietro la testa ancora una volta

al tempo della mia fuggitiva presenza.

Sulla tua schiena ricurva da carichi pesanti

il mio pensiero rimane proporzionale

al numero dei tuoi passi lontani

e mi conto le ansie per distanze logoranti.

E se al tuo arrivo un refolo caldo ti riempirà il torace

sarà il mio fiato corto che sussurra

buona esplorazione “vagabondo”.

Il bianco sorriso di una donna.

Sappi che qui si muore dentro

lentamente

dove nessuno vede e nessuno sente

dove a squilli di telefono seguono rimproveri

dove dietro veli di effimera felicità

si celano umiliazioni e minacce

e poi

scuse e ancora scuse.

Sappi che dentro una casa linda

si nasconde la muffa dei rapporti

la polvere stantia delle cose

fotocopie di loro stesse.

Sappi che spesso il sorriso bianco di una donna

copre una nera tristezza

che come un cancro la porta via

un po’ alla volta

lentamente.

Sappi che qui

io muoio dentro.

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