Soliloquio in compagnia

Una delle cose che succede quando scrivi sulla tua vita è che educhi te stesso. Andy Warhol

Da ” Molto forte, incredibilmente vicino”

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Sarà che lo ritengo forse il più bel libro letto in vita mia, il più formativo a livello intimo e stilistico, dove ogni pagina è un condensato di emozioni, sarà che le parole hanno per me un significato enorme e ancora di più i silenzi, sarà che qualcuno diceva che ” di una mente non ti liberi neanche chiudendo gli occhi”… Sarà che è meglio non ascoltare la voce che sparla all’orecchio sinistro, perché dice un sacco di bugie e tu ci vuoi anche credere!

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13 pensieri su “Da ” Molto forte, incredibilmente vicino”

  1. non sono daccordo, o meglio, credo manchi un livello più profondo di lettura.
    Intanto distinguerei tra Amare ed innamorarsi. Si Ama DAVVERO proprio ciò che non ci manca; intendendo, con questo, ciò che non percepiamo legato ad un BISOGNO ineluttabile. Ciò verso cui i nostri sentimenti non hanno necessità per sussistere di un corrispettivo che soddisfi delle aspettative. Con tutte le debite sfumature del caso, ovviamente…
    Detto ciò, è vero solo in apparenza che ci innamoriamo di chi ha qualcosa che ci manca, in realtà ci innamoriamo visceralmente di chi ci mostra qualcosa di cui dobbiamo riappropriarci e che non è nell’altro, ma in noi stessi. Non afferrare questo concetto porta alla dipendenza, e dunque alla sofferenza. Quando non, addirittura, all’odio distruttivo nei confronti dell’oggetto amato

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  2. Due rilanci: mancanza verso qualcuno mai avuto o mai avuto completamente. Hai presente quando tu sai che quella persona è tutto, ma lei non ti ritiene allo stesso modo? (tematica sfiorata dal libro in questione per un personaggio femminile, in cui lei rappresentava la seconda scelta) e poi mancanza di una persona importante nella vita, che non necessariamente, deve essere morto o lontano, ma che manca (è mancante, insufficiente, carente) dunque la ricerchi negli altri, attraverso un attaccamento, un affetto nei confronti di chi potrebbe supplire la mancanza stessa. Sempre in questo libro c’è un’altra bella frase: “la fine della mancanza di qualcuno”, che non necessariamente significa che la persona smette di mancarti perchè ce l’hai vicina, ma che tu hai trovato un modo per accettare il suo non esserci, che può essere rassegnazione oppure accettazione. Temi impegnativi per una sera di fine novembre :D!

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  3. La frase sottolineata in rosso è veramente forte e profonda, talmente vera che non si può non essere concordi.
    Sembra che quello che ci manca sia l’oggetto dell’amore più folle che esista. E’ proprio così. Finché l’oggetto del nostro amore sta di fianco a noi, dorme con noi e vive con noi, l’amore che proviamo è fisiologicamentecalmo, naturale e senza ossessioni.
    Quando questo non c’è più, siamo lì a smaniare e a provare sentimenti che paiono nascere come i funghi dopo la pioggia.

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