Soliloquio in compagnia

Una delle cose che succede quando scrivi sulla tua vita è che educhi te stesso. Andy Warhol

Padre

Sassi chiusi di grava bianca hai per mani

una più stretta, l’altra più corta

tronchi di cirmolo per gambe un tempo

pazienti e sbarazzine

di quando stavano oscillanti come pigna

volutamente,

non come ora costrette dal destino.

Mi raccontarono di te appena nato

guerriero contro lastre di ghiaccio

armato di sola pelle e voce da tenore.

E’ forse questo che ha inceppato il meccanismo

buchi neri voraci di impulsi elettrici, memorie, parole, azioni.

 

Chiodi aggiunti hai alla tua croce

spine al torace nella profondità delle tue viscere

dove sarà difficile approdare

a voler rischiare.

Mi hanno detto che sei richiamato al fronte

dinanzi al nemico sotterraneo

ma sei privo di forza per lottare

incapace di intendere il fine ultimo

mente chiusa a riccio.

 

Non posso decidere il rischio minore

quando c’è di mezzo l’amore…

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6 pensieri su “Padre

  1. Non sono un esperto di poesia, ma anche io ho trovato molto vibrante il finale.

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  2. Una stupende poesia che descrive il dolore di una figlia di fronte al travaglio del padre.
    Concordo che gli ultimi due versi sono di una forza espressiva eccezionale. Un degno suggello di una poesia intensa e profonda.

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  3. ah, che chiusa spettacolare!

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