Soliloquio in compagnia

Una delle cose che succede quando scrivi sulla tua vita è che educhi te stesso. Andy Warhol

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Apologia

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Nonostante ci sia sempre stata

sono trasparente.

Ma sei tu a dichiararti fantasma.

Da tutte le cose invisibili

Risveglio!

Come di bomba.

Illusioni fatte vento

delusione carne.

Polvere di vetro sugli occhi aperti

e il cuore divorato.

Silenzio

Non avevo più parole per dirgli ancora

quanto ci tenessi

e allora lasciai parlare il silenzio.

Forse a lui avrebbe creduto.

Condizioni di appartenenza

Son tue queste mie parole

spargile al vento

che sbattano contro il mondo

che si dividano in miriadi di forme e colori

che risuonino ritornando a te

in infiniti echi.

Raccoglile stanche da terra

prenditene cura

fanne ciò che vuoi

ma non permettere mai che

che perdano di significato e d’importanza

perché in fondo non c’è niente di mio

nelle mie parole.

Tutte parlano di te.

Tutte ti appartengono.

E che il tempo mi perdoni

per averle pronunciate.

A placche

Confesso:

si paga dazio troppo spesso

appallottolando parole per negarne l’esistenza.

Tutto contro tutti contro tutto.

Non ce lo meritiamo.

Eppure questo verme ci ha distrutto dall’interno

sfamandosi di noi

allungandosi in spire che ci hanno strangolato

lentamente.

Non c’è rimedio a un breve dolore intenso

o a uno troppo lungo nel tempo.

Vorrei una maniglia da tirare con foga

per scappare dalla ferocia sterile

dalla rabbia e dal suo respiro.

Si sbriciola ogni tentativo

di piede posato che va in fallo

lividi sempre uguali di coscienze

ormai stanche di provare.

Desidero una tregua.

Abbiamo sventolato a lungo

bandiere bianche di resa.

Al sicuro

Suono di pianoforte nell’aria

note che salgono in alto come

ali trasparenti di libellule in volo.

Esagoni di polvere sospesa,

sembra neve

colori sbiaditi di atmosfere ovattate

mentre qualcuno canta ”everything’s not lost”

per lenire il bruciore di gambe

che corrono su un nastro

che vuole varcare i cubi bianchi

di troppa realtà e trasformarsi in asfalto.

Chiudo gli occhi.

Scorrono i minuti di musica e di cronometro

i propositi, i gesti compiuti e da fare,

scorrono le decisioni più grandi di me,

gli egoismi e i rimpianti

e tutto cola

si scioglie

concedendomi la sensazione di consumarmi

come la strega delle Lande

nell’ultimo atto di vanità prima della mezzanotte.

Un gallo canta fuori orario

a ricordarmi che è tardi

e non sarà mai tempo per me.

E l’ultimo pensiero della giornata va a te

che ti porto sempre in un pezzo di spazio

custodito dove nessuno vede

e tutto è al sicuro.

Luce

Sei luce sui miei colori d’inverno

sulle ombre che lasciano spazio

a un cuore che si concede di battere di nuovo

all’impazzata senza il mio permesso.

Illumini le immagini sconnesse dei miei pensieri

che vanno troppo in là a rubare l’atmosfera al futuro

e i suoi profumi

dove non mi è concesso guardare

e forse neanche sperare.

Moltiplicherei ogni cosa

per poterla poi condividere con te

e per te inventerei nuovi tempi nuovi spazi

e impossibili geometrie

non per lasciarti sazio di numeri

che non saprei uguagliare

ma per donarti il tremore della mia pelle

che è sempre così insicura del suo valore.

E tra le mie braccia e

davanti ai miei occhi

tutto quello che c’è dentro di me

ti racconterebbe ancora una volta

come si può morire

rinascendo.

E vorrei essere solo protagonista dei tuoi sorrisi.

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