Soliloquio in compagnia

Una delle cose che succede quando scrivi sulla tua vita è che educhi te stesso. Andy Warhol

Archivio per il giorno “marzo 10, 2015”

Extrasistole

Sul tavolo grande della sala comune – oggi –
qualcuno ha lasciato un libro
quadrato, piccolo, distratto.
La scritta sul cartone recita “La felicità”
e io me ne sto alla larga – dico –
da certa psicologia spicciola di consigli della nonna.
Ma poi ho abbassato la guardia e
la mia mano curiosa ha curvato
tutte le pagine insieme
come un vecchio cineografo.
Tutto scorreva veloce: titoli, scritte, immagini.
Ho ripassato una di queste due volte
poi tre, quattro
pupille a lente d’ingrandimento.
Zaino blu in spalla,
le nostre colline,
i tuoi capelli
la tua andatura.
Eri tu – potevo giurarlo.
Ho chiuso  la pagina
prima di mangiarmi il cuore
o soffocarmi col respiro annodato.
Subito l’ho riaperta- volevo essere sicura.
Non eri tu.

Nel cortile dietro il duomo – oggi-
tra le risate di bambini
una panchina è stata occupata
da una figura familiare
sigaretta in mano
gambe incrociate nell’attesa
giubbino appoggiato scomposto.
L’ho guardata per due volte
poi tre, quattro
occhi a piccole fessure.
Il tuo viso,
le tue mani,
il tuo portamento.
Eri tu – potevo giurarlo.
Mi sono girata dalla parte opposta
prima di cedere al richiamo della voce
o a quello delle gambe che volevano raggiungerti.
Subito mi sono voltata di nuovo- volevo essere sicura.
Non eri tu.

Sto di nuovo assaggiando i giorni mesti
dell’anoressia delle tue parole e
soffro di allucinazioni.

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