Soliloquio in compagnia

Una delle cose che succede quando scrivi sulla tua vita è che educhi te stesso. Andy Warhol

Giugno

0161

Potremmo prendere l’odore di quel prato laggiù
appena falciato
il sottofondo lontano delle voci degli addetti comunali
alle prese con le petunie in vaso da piantare
le grida giocose dei bambini
qualche banale nuvola bianca
che non si è sforzata in nessuna trasformazione:
niente conigli o elefanti sospesi
due o tre aliti dell’aria tersa di oggi
l’orizzonte sconfinato fino a Venezia.

Poi potremmo appoggiare per terra le nostre schiene
i brividi fin dentro le ossa
i ciuffi d’erba a solleticare il naso
a farci respirare il cielo a strisce
che alle stelle ci pensiamo noi
il ronzio delle api
la danza delle farfalle
qualche cervo volante
che è solo un’altra scusa per stringerti forte
la mia mano sul tuo petto
le labbra in attesa
gli occhi chiusi adesso
l’intreccio di noi.

E poi il tempo
senza tempo
o tutto quel che vuoi.

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4 pensieri su “Giugno

  1. Erik in ha detto:

    questa foto mi piace tantisssssimooooo…. meravigliosa…

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  2. è calda, come il caldo acerbo di giugno

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  3. In clima agreste questa poesia che annuncia giugno si snoda tra sensazioni e sentimenti che la natura e gli uomini ci ispirano.

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