Soliloquio in compagnia

Una delle cose che succede quando scrivi sulla tua vita è che educhi te stesso. Andy Warhol

Naca

Era una strada lunga
sotto il sole
quella per il mare
gli zoccoli di legno a sbattere l’asfalto
a gara a chi li consumava di più.
Un sottopasso maleodorante
con sabbia e erba secca
la littorina che passava a ore alterne
noi a driblare i ricordi delle fiumare
a fila indiana
un lavandino rotto a destra
sdraio accartocciate sulla sinistra
installazioni futuristiche
di contemporaneità non comprese.
Avevo costumi contesi da altri corpi
occhi e sogni grandi
la fretta del faro di illuminare le rotte
la sete della sabbia sottopelle.
E gli occhi rossi senza occhiali
per scrutare i fondali
cronometri ai polmoni
il riposo dell’ape sulla carne viva
la pazienza delle ore
che si consumano.
L’ipnotico richiamo delle onde
come naca
per la mia nostalgia latente.

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5 pensieri su “Naca

  1. non può non suscitare emozioni in me…

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  2. mi pare di sentire gli odori, il sole a picco, la fata morgana sul poco asfalto…

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  3. Vecchi ricordi estivi, visti con gli occhi della maturità. Nessuna nostalgia o malinconia, solo ricordi piacevoli filtrati dal tempo.

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