Soliloquio in compagnia

Una delle cose che succede quando scrivi sulla tua vita è che educhi te stesso. Andy Warhol

Lettere dal fronte (fermati un attimo)

Caro (non so come chiamarti. Non posso usare la parola amico perché il mio cuore non lo tollererebbe, ma neanche una parola più impegnativa perché non posso negare ai miei occhi la realtà. Dunque non ti definisco, nonostante la tua importanza immensa e mi accontento del “caro” perché racchiude ciò che in fondo sei), avrei tante cose da dirti e tanta voglia di conoscere le tue storie, le tue ultime esperienze, l’entusiasmo per qualcosa successa, il tuo minimizzare fatti per me grandiosi.
Non ricordo un periodo in cui mi sia mai dimenticata di pensarti ma sicuramente questo è quello in cui ti penso con maggiore frequenza e intensità. Non so se lo senti, non so se ti arriva.
Penserai che sono patetica, una di quelle persone sempre pronte a piangersi addosso, ma invece no, combatto, sto combattendo la mia dura battaglia in prima fila, in un corpo a corpo stremante, ma non ne vedo la fine, anche se ho gli ultimi alleati che mi aiutano a sopportare le ferite al morire del sole. Gli altri dileguati e alla larga, nessuno vuole disinnescare bombe che non ricadono nel loro territorio. E allora io mi rintano nel mio mondo fatto di piccole cose e scaccio l’idea che mi basterebbero poche tue parole o solo la consapevolezza che ci sei per ritrovare le forze. Ah se tu tenessi a me e trovassi il modo per farti presenza. E se sentissi che ci sei, quando chiudo gli occhi la sera, non sentirei questo senso di irrisolto e la sensazione di aver lasciato un pezzo di me a vagare lontano per il mondo. E inevitabilmente il pensiero va a quando si getteranno le armi e si scriveranno le condizioni di tregua e mi tormenta il pensiero se tu allora ci sarai oppure, per il troppo tempo trascorso, avrai dimenticato i confini del mio essere, che tra l’altro non ha niente di così speciale ed esclusivo per convincerti di restare. E l’andare avanti ad occhi chiusi senza saperti nel futuro mi fa più paura della rinuncia a te di adesso.

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5 pensieri su “Lettere dal fronte (fermati un attimo)

  1. struggente questa lettera-battaglia che combatti più con te stessa che con con lui.
    prosa che sembra poesia.
    ml

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  2. Un fronte di guerra, combattuto con la psicologia, dove non ci sono prigionieri ma solo vincitori e sconfitti.
    Veramente interessante è questa storia costruita sulle battaglie dell’anima e della testa.

    Liked by 1 persona

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