Soliloquio in compagnia

Una delle cose che succede quando scrivi sulla tua vita è che educhi te stesso. Andy Warhol

Archivi per il mese di “agosto, 2015”

Annullate il cielo

Gli occhi naufragati dentro
al rovescio
a disciogliere
l’acido del mio cuore
vacuo
ossessionato
disperso.
Annullate il cielo stanotte
sono annegate
tutte le mie speranze.

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Venere

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Portami il respiro del mare
al tramonto
quando l’acqua diventa di sangue
specchio di un cielo ferito
portami il sudore della sabbia
l’odore calmo del vetrino levigato
che si crede sasso
il profumo del sale sui teli bagnati
il brivido che percorre la schiena
la brezza leggera.
Portami tutte le voci che si acquietano
in lontananza
l’amo del pescatore a riva
il secchio vicino che trionfa di fortuna.
Portami la pigrizia del ritorno a casa
che ti inchioda
la melodia dell’onda che trascina lenta
che reclama terra e vita.
Portami i tuoi occhi puntati altrove
portali bagnati e doloranti
come conchiglie singole riemerse
e cercherò teneramente
di lenire
il bruciore per quei lidi lontani
indimenticati.

A te che sei custode dei miei pensieri…

È nel sogno l’utopia

Quando i tuoi occhi saranno cielo
i miei orizzonte
quando le tue labbra saranno miele
di baci e di parole
e le mie api instancabili
quando il tuo corpo sarà fuoco
e io acqua d’agosto a placare i tuoi incendi
e le tue mani carezza
la mia pelle velluto
e le tue spalle fortezza
le mie braccia edera
e la tua mente falco
io la luce
e il tuo cuore radice
il mio il nutrimento…
allora
solo allora
avrò pace.

Ciò di cui tu non ti accorgi nemmeno

Due volte di fila
sono troppe per sentirmi viva
dentro e dietro ai tuoi occhi.
Che poi io lo sento
questo tuo respingermi
negato
l’allergia
il disinteresse
al mio essere come sono.
Sembra che spargi calce viva
per disinfettarti dal mio cercarti.
E io a inventarmi nuove inutili me
per cercare di sorprenderti.
Forse basterebbe un lavoro
paziente e certosino
un colpo repentino
a toglierti tutte quelle spine
che graffiano le mie ferite.
E non rispondi mai o poco spesso
senza nessun entusiasmo
nessun coinvolgimento
metti i punti in offerta speciale
barricate d’arresto
al mio voler dialogare.
E io stupida ancora ad aspettarti
e a dedicarti ogni mio pensiero
e così sia
perché non posso crederti frase fatta
quando puoi essere poesia.

Petricor

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Ed è stata una pioggierellina leggera
alla fine
niente di più
rispetto alle promesse di un cielo nero
oscurato in un baleno.
L’odore buono della terra
ha riempito l’aria
le narici
e i miei pensieri
mentre con un orecchio ascoltavo
le storie del suo Roby trapassato
su un divano
con la loro cena in frigo
mano nella mano fredda poi
occhi pieni di perché
sul letto doppio
di una vita tutta da costruire.
Li vedo i loro sogni nell’aria infranti
lo sento quel pungente odore del rimpianto
il velo opaco delle cose state che non più
di quelle che potevano essere
di quelle fatte dopo lui con un altro lui
che portano aspetti simili
dal sapore contraffatto.
E li ha sepolti i suoi sospiri
caduti a uno a uno
e quel sorriso che risuscita
di magia solo al suo ricordo.
E penso per un attimo che
sommerso in terra
o in fondo al cuore
sotto una lapide col nome
o sopra un mondo ramingo e lusinghiero
ognuno ha il suo Roby
reale o sublimato
-per cui avrebbe invertito il mondo
e non sentito il sacrificio –
che torna in superficie
nel tempo breve che ha la goccia
nell’ingoio della terra
di diventar sudore.

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