Soliloquio in compagnia

Una delle cose che succede quando scrivi sulla tua vita è che educhi te stesso. Andy Warhol

Archivi per il mese di “gennaio, 2016”

Affogano
nel fondo del calice
della notte i miei pensieri.

Annunci

Effimeri

Il tuo viso ingiallito come foglio
sopra cui è inchiostrato un vecchio dolore.
Noi accartocciati
rimaniamo in balia del vento.

Le tue mani

image

Mi chiedevo delle tue mani
quelle quotidiane
tenute al buio dentro al cappotto,
se conoscono durezza
di questo inverno sopra i dorsi e il suono
dello strofinio nell’opposizione al freddo.
Mi chiedevo
se parlano un linguaggio particolare
quando ti muovi o stai fermo
o negli attimi della tregua,
la sigaretta accesa tra le dita,
l’ordine che disegnano
nella chiusura delle valigie
o nella semina del sale sul cibo
quando rincasi tardi la sera.
Mi chiedevo ancora
se hanno mai conosciuto la forma della rabbia
di pugni sbattuti su un tavolo
o contro qualcuno
il sapore dell’indifferenza e la rassegnazione
e quali misteri nascondano le loro dune
quando hanno l’istinto della tenerezza,
la forma arresa al riposo
da sotto un cuscino o sopra il tuo petto.
Ho paura invece di interrogarmi
sulla misura del loro peso
addosso al seno di una donna o sui suoi fianchi
se hanno fretta di passioni o lentezza
di chi sa assaporare le cose,
se pensandomi si sono mai fermate di esitazione
e pentite e retrocesse.
Se hanno per un attimo
anche solo una volta conosciuto
l’immobilità
nell’immaginare la forma
che potrei prendere io al loro interno.

Se ti penso

Mi sorgi nel sorriso
come un sole.

Esame di coscienza

Un esame di coscienza mi rimprovera costantemente perchè la superficialità non mi appartiene, ma pecco per eccesso di affetto e per quella gioia del vivere che rimane appesa alle tue parole. Credo che tu sappia ormai che ho un abisso profondo che vorrei farti vedere e che ho perso, o forse non ho mai avuto, la capacità di comunicarti i miei palpiti nel giusto modo per non apparire spudorata. Ma se solo potessi vedere i miei occchi e scavarmi dentro, capiresti che ogni volta che ti parlo ho un innesto di paure e i miei gesti sono solo bisognosi di un ritorno e di conferme che non posso chiederti. Io ti aspetto senza alcuna aspettativa e ti saprei aspettare per tutti gli anni che ti ho già aspettato, e se mai potrò averti accanto, rimarrai incollato sempre all’ultimo battito del mio cuore e a quello successivo. E un’unica certezza è rimasta a galla nel tempo: nessuno mai potrà prendere il tuo posto… e non è un esagerare… e non è un mitizzare.

Nei ripensamenti del mattino

image

È tutto buio al mio risveglio.
I palazzi vicini aprono gli occhi
piccoli flash che abbagliano il viso
gelido della notte e nonostante,
fuori è ancora un’istantanea immobile.
Ti farei recapitare un saluto
ce l’ho qui tra le mie labbra
insistente
che si fa strada prepotente nell’ingoio
del caffè mentre incede il giorno.
È solo un vestire di mani distratte il mio
tu, principio e fine dei miei pensieri
ti insinui e strangoli la mente.
E un ripensamento smarrito mi assale.
Purtroppo
non sono io che aspetti.

Dentro

image

Ti vorrei dentro queste mani
e nonostante sia io quella che ti avvolge
saresti tu a proteggermi.

Sospiri

image

Ho la casa ricolma di anidride carbonica
di tutti i sospiri per la tua mancanza.
Sei dentro i vuoti pieni di malinconia.

Quel che la pioggia smuove

image

La liturgia dell’allontanarsi
nel tempo a me insaputo
è sfaldamento di sutura.

Piove come una premessa.

Se ci penso
piove un po’ anche dentro
me stessa.

Senti…

Zero

Hanno solo verso d’uscita
le orme
calpestio di parole nei muri vacui
di queste stanze vuote
d’amore
rancorose.
È un apocalisse di gesti.
Forse un sollievo.

Navigazione articolo

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: