Soliloquio in compagnia

Una delle cose che succede quando scrivi sulla tua vita è che educhi te stesso. Andy Warhol

Nemmeno fosse notte 

Vuote le strade

nemmeno fosse notte

anche se il cielo si è tinto del colore

grigio del buio, vuoto il serbatoio

le nuvole svuotate di pioggia a secchiate

sulla terra, vuoti i nidi sopra i pioppi

la carcassa di un gatto fatta brandelli dai corvi.

Vuote le tasche

la chiavetta per il caffè

la fila dei tramezzini di cui uno incastrato in bilico

nel vuoto.

Vuota la pelle dalle carezze,

vuoti gli occhi, il sorriso, il  mio corpo vuoto

dalla desiderata impronta del tuo.

Vuota ogni cosa da un po’,

vuota da quando alla parola “Tu”

non so fare altro che abbinare il tuo volto.

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9 pensieri su “Nemmeno fosse notte 

  1. vuoto e un senso di dolorosa malinconia. Le giornate non aiutano. I ricordi premono con dolore.

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  2. Piena, invece, di significato è la tua poesia…bella da morire. Mi mancava da un po’ leggere parole che mi fanno sussultare l’animo inquieto. Grazie 😊

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  3. Anch’io ho pubblicato sul mio blog una foto in bianco e nero, anche se successivamente virata su toni blu: http://wwayne.wordpress.com/2013/10/27/l-ultimo-vero-bacio/. Che ne pensi?

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