Soliloquio in compagnia

Una delle cose che succede quando scrivi sulla tua vita è che educhi te stesso. Andy Warhol

Archivi per il mese di “dicembre, 2016”

Autoscontri

Ti ricordo nello spiazzo di fronte la chiesa

dove l’uomo degli autoscontri contava 

i suoi gettoni

i guanti tagliati alle dita e la musica

a far sanguinare le orecchie.

Erano i Novanta della Salerno

i capelli cotonati in ciuffi enormi

qualche rossetto sgargiante

fuori da messa

tu in piedi sulla pedana d’acciaio

le mani in tasca e la voce muta da mitile,

un giubbotto blu di jeans.

Ti ricordo anche da sopra la rampa 

quando pensavo che il tuo sguardo 

mi facesse capolino tra il muro e la ringhiera 

e la tua schiena aveva ceduto il posto 

lentamente alla tua bocca scorta di sfuggita

mentre i miei occhi cadevano a terra.

Nella mia memoria

ogni gesto è mandato sempre a rallentatore 

una messa in pausa,

un fotogramma di piacere 

due di malinconia.

Ho atteso per anni il colpo di scena

tu che abbracciandomi scrivevi di noi

un copione migliore.

 

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Scia 

Non riesco ad amare 

il rumore dei miei passi 

non quello dei miei pensieri

che si allontanano da te

ma la tua mano pesa le sue ossa su di lei

e certi petali si aprono a dicembre 

nello spazio lontano che il tempo 

registra come assenza.

Anche se sapessi cavalcare l’oceano e provare 

una pietà sdrucita 

per i granelli che si strozzano 

dentro la clessidra o per quelli che vibrano 

tra gli spazi delle tue suole

per tutti gli accumuli di battiti 

che chiamerete storia sento 

che pietà maggiore 

devo concedere a me stessa

ogni qual volta lo stupore dei miei occhi 

ti cerca 

nella scia di un aereo in volo 

o le mie labbra ti reclamano a casa.

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