Soliloquio in compagnia

Una delle cose che succede quando scrivi sulla tua vita è che educhi te stesso. Andy Warhol

Archivi per il mese di “novembre, 2017”

Le immagini assordanti della nebbia

uomo-nella-nebbia

Confusione di voci estranee

le nostre dita che si cercano tra la folla

camminano sorridenti insieme a gambe paterne

che hanno deciso di funzionare, scrostate dalla ruggine

di personali diluvi universali.

I tuoi passi seguono i miei

vestito del tuo sorriso migliore tu

senza lo sguardo violentato dalla malizia del mondo

sembri ritornato da nebbie di sogno.

A risvegliare memorie.

Ero convinta di averti perso tra le righe

di desideri impossibili e fantasie di voli pindarici.

Non avevo previsto il vento capriccioso

che ha fatto danzare le pagine all’indietro

dove ti ho trovato spuntare

come un piccolo quadrifoglio

dormiente tra le pieghe del mio cuore.

La pelle ti reclama

per scacciare l’ossessione del tempo,

perduto.

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Rimane un alibi nelle tue scarpe

Accorto è il rumore velato del cielo

che si abbassa sui sopraccigli

a dipingere il sapore della sera

mentre, dentro, la bocca mastica

parole diverse da quelle che vorrei dirti.

Ho il pudore degli avambracci

che non si toccano in preghiera

per chiederti in direzione dei miei occhi

anche qualcosa nel petto non osa più

l’interpretazione dei geroglifici

che tracci e difetti

nel battere e levare di ogni mio respiro.

Nell’oscurità di questo tempo bianco

rimane la tua schiena ad allontanarsi veloce

e un alibi nelle tue scarpe.

E io sola con l’odore delle traverse

nelle narici e un giallo che cade sui capelli

dai lampioni ad attraversarmi i sensi.

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