Soliloquio in compagnia

Una delle cose che succede quando scrivi sulla tua vita è che educhi te stesso. Andy Warhol

Archivi per il mese di “dicembre, 2017”

Di pesci rossi e riflessioni (da pensieri di un po’ di tempo fa)

In qualche momento imprecisato tra stanotte e questa mattina è morto uno dei due pesciolini rossi che avevamo.  Dicono che i pesci hanno una memoria corta se no non sopravviverebbero all’acquario. Io non credo che sia totalmente vero perché oggi, quando gli ho dato da mangiare, quel pesciolino rimasto era triste. Nel piccolo istante in cui la sua memoria ha funzionato, forse ha avvertito la mancanza dell’altro, ha sentito uno spazio più largo, maggiore ossigeno ed è forse in quel minuscolo tempo che si è reso conto di aver amato.  C’è una contraddizione insita nella perdita che è la riacquisizione del proprio spazio, la dilatazione del proprio tempo, l’amplificazione del silenzio. È nella tristezza che quel tempo e quello spazio riavuti ci smuovono, che si avverte la mancanza, è lì che risiede la misura dell’amore. E non importa quanto sia stato lungo l’attimo insieme, ci sarà sempre un’ apnea tra una boccata di vita e l’altra a rinsaldarci la memoria.

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Tra poco

C’è adesso in cucina il profumo delle case antiche

come legno che si fa cenere al fuoco e caffè

che trabocca e fa pozza sull’acciaio

che satura l’aria e l’aria della finestra

aperta preme per farsi spazio

in questa alba che tarda ad arrivare.

Chiudi la porta

stringimi a te

parlami ancora del tempo effimero

insegnami i gesti per tardare il futuro

sollevami il mento

spalancami gli occhi

baciami

e poi sorridimi.

Che non posso dirti “mi manchi”

nell’immediato tra poco che è già domani.

Come la buccia delle mele

Le mele stanno marcendo sul tavolo

le guardo:

è come se non ci sono

e invece sono io che non ci sono.

Se tu ci fossi

niente di questo sguardo

niente di queste rughe che si precipitano

adesso sulle mie labbra

niente andrebbe a male

niente sarebbe come macchia sulla buccia

trapassata dalle dita.

Neanche io.

Tu che ridefinisci i limiti di ogni sentire

il contorno di ogni atomo tra me e te

l’ossigeno di ogni mio respiro.

Tu che sai farmi bene

soprattutto adesso che io non so

se ci sono.

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