Soliloquio in compagnia

Una delle cose che succede quando scrivi sulla tua vita è che educhi te stesso. Andy Warhol

Dentro un quadro di Rothko

Noi siamo nati dentro un quadro di Rothko

con la sua ordinata scansione di colori

di strisce orizzontali di cieli e campi magri

di grano e di soia

di cimici

che ci volano addosso.

E giocavamo un tempo

a nascondino tra i filari di mais

e le vipere ad acchiapparello con i nostri piedi.

Io mi ero smarrita nei tuoi occhi sulla strada davanti a casa tua

con le villette che stavano abbracciate

a tenersi al caldo e tu

a parlare con i tuoi amici e io

e la mia bici che passavamo.

E il colore del tuo incarnato che si accordava

al pallore dei nostri inverni

i tuoi occhi furbi che sfuggivano prima

di essere sorpresi e le tue mani tra i capelli

il tuo andare spedito e il tuo aspettare le ore

stanche dell’estate che avanzava.

E l’inquietudine nelle tue scarpe

la camicia di flanella sopra la t-shirt

lo zaino in spalla e l’ambizione dei tuoi desideri

la pioggia che non dà tregua ora ai tuoi giorni

e il fango e il colore accesso delle colline.

E anche tu a fotografar pozzanghere

e le immagini tremolanti riflesse nei vetri

che si credono specchi.

E io non so mai quando fai ritorno

e mi sembra di vederti ad aspettare le ore passare.

Ma è solo fame o stanchezza

la sensazione che questo quadro sia un miscuglio

confuso di colori

di ricordi.

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