Soliloquio in compagnia

Una delle cose che succede quando scrivi sulla tua vita è che educhi te stesso. Andy Warhol

Archivio per la categoria “Televisione”

… tristezza assoluta!

Perdonatemi, ma stasera sento il bisogno di condividere con voi una delle cose più tristi che possano succedere al mondo: http://www.bolognatoday.it/cronaca/giorgio-neonato-palermo-genitori-violenze-struttura-bologna.html

Non ho nè il coraggio, nè la forza di commentare, anche perchè dopo aver letto questa notizia non ho smesso di piangere per tutto il giorno.

E’ una questione di fiducia.

E’ una questione del tradimento della fiducia.

Scusate ancora, ma stasera non ce la faccio…

 

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Un premio inaspettato.

Caffè Letterario

“Bene signori, stiamo per giungere al termine del nostro quiz. Ma prima di vedere come va a finire, mandiamo la pubblicità. A tra poco, rimanete con noi!”

Abdel Karim era un conduttore televisivo molto scrupoloso e con grande carisma. Aveva convinto la redazione che quella trasmissione doveva avere un rilancio, uno di quelli che rimangono nella storia della tv e l’idea che aveva avuto sembrava funzionare, anche se poteva sembrare poco ortodossa. “Ma succede solo all’inizio” diceva lui, “il pubblico si abitua subito ai cambiamenti, vedrete che poi non ne potranno più fare a meno, come per i reality. Credete a me, sarà una bomba a livello di audience.” Il quiz andava in onda tutti i giorni nella fascia oraria per le famiglie, dalle 19:00 alle 20:00.

“Eccoci, eccoci qui di nuovo alla trasmissione “Uno per tutti! I nostri sfidanti sono agguerritissimi. Il signor Ezzedin finora si è aggiudicato un…

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20 righe

Ciao cari amici di wp.

Mi scuso per la latitanza di questi giorni, giustificata da tre motivi:

1. mancanza contingente di ispirazione, perciò anziché scrivere cavolate mi eclisso, sperando nella venuta di tempi migliori.

2. allo  stato attuale poco tempo per leggervi e seguirvi, ma mi riprometto di recuperare presto.

3. non meno importante, ho trovato un sito che è una grande figata (scusate il francesismo). Si chiama 20lin.es ed è un sito nel quale tutti possono scrivere un incipit di 20 righe e gli altri utenti possono continuare la tua storia, creando seguiti inaspettati dal finale ancora più inaspettato.

E così è da un po’ che mi sto cimentando in questa nuova avventura.

Vi lascio il link, se in caso qualcuno di voi ha voglia di andare a sbirciare e se volete potremmo seguirci anche lì :http://www.20lin.es/story/active.

A presto, ciao 🙂

contro l’indifferenza, PER FAVORE guardate questo trailer.

contro l’indifferenza, PER FAVORE guardate questo trailer..

Qualche giorno fa avevo scritto sulla detenzione forzata dei bambini figli di detenute. Oggi mi si presenta un argomento simile, perchè sempre di detenzione si parla, ma che fotografa una realtà italiana ancora  più atroce di quella precedentemente descritta.  Si parla di Ospedali Psichiatrici Giudiziari, meglio conosciuti come OPG o manicomi criminali, in cui le persone recluse perdono ogni diritto costituzionale e vivono ai limiti dell’umanamente immaginabile. Ribloggo a tale proposito un post di http://solounoscoglio.wordpress.com/2013/06/12/contro-lindifferenza-per-favore-guardate-questo-trailer/ ma potrei anche citare tanti altri sensibili blogger che hanno voluto prendere parte alla diffusione di questa notizia, tra cui http://wishakamax.wordpress.com/http://ludmillart.wordpress.com/2013/06/13/in-rete-contro-lorrore-opg/http://tramedipensieri.wordpress.com/ ,  http://ilnotiziabile.wordpress.com/. Se volete, fate girare… Più questa realtà viene portata alla luce, meglio è. Grazie!

Soldato

Agli estremi confini del mondo

dove il mondo non è mondo

è un altro mondo

fuori dal mondo

disumano

inospitale

ostile

combatti guerre estranee

per missioni umanitarie e di pace.

Intriso di sangue

di guerre intelligenti

di armi sperimentali

in questa terra rovente

è rimasto inerme quel corpo

tra immobili corpi nemici.

Nemici di chi? Nemici di cosa? Nemici per cosa?

Ideologia  odio controllo potere orgoglio interessi economici supremazia militare

a r m i n o n c o n v e n z i o n a l i

armidistruzionedimassa

giustificazioni di crimini

di orrori

di guerra

la Guerra!

Soldato, in questo feretro vuoto

non v’è corpo di uomo

non v’è straccio di eroe

non v’è giustizia

né pace

non v’è umanità

non v’è il dio per cui combatti.

Solo pianti di vedove

e grida di infanti.

Nella tregua apparente

di illusorie speranze accordi riconciliazioni patti

d i r i t t i d e l  l ‘ u o m o

difesadeideboli

alza il suo trofeo il sol vincitore festante

la morte,

la Morte!

Una “Provvocanda” al giorno…

Ci sono momenti nell’arco della giornata scanditi da gesti ordinati e consueti. Uno di questi è quando siamo tutti a tavola cercando, tra una chiacchiera e l’altra, di seguire le notizie del telegiornale. Ok, sappiamo tutti che i telegiornali sono faziosi, ma una notizia al volo non ha mai inquinato le orecchie di nessuno, tanto meno le mie che sono difficilmente influenzabili. Nel bel mezzo tra la prima e la seconda portata, trasmettono quella che mia nonna, fino a qualche anno fa, chiamava “provvocanda” . Che poi a pensarci bene, mia nonna, seppur sbagliando, non era tanto lontano dal vero significato del termine pubblicità o propaganda o spot (che è più trendy): messaggi che non fanno altro, soprattutto ultimamente, che provocare. Dunque, guardo lo schermo che è occupato da una figura femminile che esce dall’ascensore vestita di bianco, di cui, in un primo momento, si vedono solo gli stivali e una parte dei leggins. La ragazza sembra un tipo frizzante a guardar le bollicine che le escono dal busto. Lei, Eva, ha una missione “difficile” da svolgere presso una tipica famiglia italiana che non si poteva chiamare che Rossi, visto che il bianco era già stato ampiamente utilizzato. Così la statuaria “missionaria” si presenta alla costipata signora Rossi che le apre la porta. In una frazione di secondo lo schermo diventa blu elettrico con un sedere (tra l’altro maschile) in primo piano e una cosetta bianca che sale al suo interno… che nel giro di 10 minuti risolve il problema. Ora dico io: e va bene la gnocca di turno e il nome che le è stato attribuito ( che poi non capisco il paragone col prodotto visto che Eva quella dell’Eden, anziché risolvere situazioni, non ha fatto altro che disastri ), vanno anche bene i disturbi intestinali all’ora di pranzo, ma paragonare una donna a una supposta mi sembra un tantino forzato, a meno che lei, e concedetemi il termine, non faccia cagare! Ma non avevamo detto che era gnocca??? … Dunque!?

Dunque secondo me il problema è un altro. Il problema consiste semplicemente nel fatto che ormai ci si presta a tutto, persino a farsi paragonare a una supposta effervescente che ti fa EvaQuare, pur di lavorare! Sarà che c’è crisi anche nel campo televisivo! E non parliamo di quello cinematografico, che vede anche la nota attrice Uma Thurman concedersi agli spot allusivi. Pensate all’ultimo, quello sulla Schweppes, in cui un impacciato giornalista la deve intervistare. Lui è già imbarazzato perché ha poco tempo a disposizione e perché lei è famosa e bellissima e deve anche cercare di trovare le domande giuste, mentre lei non fa altro che ansimare parlando del suo amore per la bevanda, tant’è che alla fine anche lui è assalito dal dubbio che lei stia parlando di sesso (la pubblicità in inglese infatti gioca sull’assonanza tra Schweppes e Sex). La versione aggiornata di ” Io ce l’ho profumato:…. l’alito e che avevi capito?” di qualche decennio fa.

In fin dei conti ci hanno abituando a tutto: dalla ragazza che fa la ruota senza inconvenienti, alla donna di servizio che ridipinge ringhiere semi nuda insieme alla distinta padrona di casa, mentre arriva un allupato marito che vorrebbe mettere le mani in “pasta” (ops in pittura!), alla donna anziana che va in bicicletta e che entra negli ascensori senza paura di emanare cattivi odori, alle supposte che ti fanno frizzare il sedere e a Uma Thurman che non si controlla davanti alle bollicine di una bevanda…e questo è il minimo, come se i problemi più imbarazzanti e gravi della vita siano tutti al femminile e come se senza un riferimento al sesso non si possa vendere un prodotto.  Tali riferimenti e allusioni poi sono sempre abbinati a immagini stereotipate di donne bellissime pronte a tutto, sia a confidare i propri problemi intimi, sia ad apparire sempre sexy ed impeccabili (come se a casa una sta sempre in lingerie a sculettare avanti e indietro o a trastullarsi tra profumi, bagnoschiuma e specchi).

Che dire, vogliamo essere ritenute diverse, emancipate, uguali e al pari del sesso maschile, ma credo che, in fin dei conti, ancora siamo lontane dall’immagine che vogliamo dare di noi o che semplicemente abbiamo di noi stesse. Usiamo male la nostra intelligenza, il nostro corpo e le nostre doti. E’ come se l’unico modo che abbiamo, per dimostrare al genere maschile che sappiamo prenderci poco sul serio e sappiamo ironizzare sull’immagine che ci è stata cucita addosso per anni, sia questo. Sicuramente credo che non sia il modo più giusto per riscattarci.

E se ancora siamo viste esclusivamente come oggetti erotici è forse solo colpa nostra , di cosa siamo disposte a fare e di come lo facciamo. E non serve indignarci a questo punto, non serve puntare i piedi e additare l’altro sesso come maschilista perché se noi non siamo le prime a rispettarci, ha ragione la grande diva: “What do you expect?”. 

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